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Strage del pulmino dei disabili, morirono in tre: processo con rito abbreviato all'autista

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Incardinato il processo con rito abbreviato all’autista accusata di omicidio stradale plurimo per la strage del pulmino dei disabili. In tre morirono nello schianto sul tronco di un albero, a Fratta Santa Caterina, il 2 marzo 2020. E’ il 10 febbraio 2022 la data fissata dal gup Giulia Soldini per la discussione e la sentenza del processo che vede imputata una quarantenne di origini rumene residente a Castiglione del Lago che quella sera piovosa era al volante del mezzo.

All’epoca operatrice socio sanitaria della cooperativa Residenze riabilitative (gruppo Agorà), ritornava verso Villa Mimose, al Ferretto di Cortona, sette disabili psichiatrici che aveva portato a lezione di ballo a Manciano di Castiglion Fiorentino. Persero la vita Selene Foschi, 43 anni di Livorno, Luigi Romano, 45, di Firenze ma originario di Napoli, e Ivan Osmeri, 45, di Passignano sul Trasimeno. Tutti gli altri rimasero feriti, compresa la conducente.

L’inchiesta del pm Marco Dioni ha evidenziato presunti profili di colpa nella condotta di guida della donna, a sua volta potenziale parte offesa in un altro fascicolo che solleva dubbi sul fatto che ad una Oss venisse affidato il delicato compito di autista e accompagnatrice di sette pazienti psichiatrici non semplici da controllare. Uno dei sette quella sera nel pulmino le avrebbe afferrato un braccio, un altro batteva la testa sul vetro e questo l’avrebbe distratta. Dubbi pure sulla piena efficienza tecnica del mezzo. La Oss, non più dipendente della coop, è difesa dall’avvocato Marta Tofani. Già intervenute in parte le assicurazioni per i risarcimenti.