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Morte di Martina Rossi, Cassazione decide sui due giovani mentre il reato di tentato stupro sta per prescriversi

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E’ il giorno della sentenza in zona Cesarini, a meno di altri colpi di scena. Sul caso di Martina Rossi, morta a 20 anni nel volo dal balcone dell’hotel di Palma di Maiorca, si celebra in Cassazione quello che potrebbe essere l’atto finale prima della prescrizione del 16 ottobre. In discussione sono i ricorsi dei due giovani di Castiglion Fibocchi condannati a tre anni per tentato stupro di gruppo: Alessandro Albertoni e Luca Vanneschi. Non sono bastati dieci anni (11 agosto 2011) per arrivare alla parola fine. La famiglia chiede giustizia, gli imputati gridano la loro innocenza. Dopo il rinvio di agosto, altre eccezioni delle difese potrebbero spingere i tempi oltre il consentito dalla legge. Sarebbe tutto evaporato.

Sui social mobilitazione con una miriade di selfie e foto della studentessa di Genova che, stabilisce il secondo processo di appello, morì per sfuggire allo stupro da parte dei due giovani. Era in camera con loro, precipitò con gli slip dopo aver graffiato un ragazzo. Ma la scena è un mistero. "Verità e giustizia per Martina Rossi", così si chiama il gruppo social, ha annunciato per oggi un presidio davanti alla Corte di Cassazione a Roma e davanti al palazzo di giustizia di Firenze a Novoli. In teoria oggi si discute e la corte decide se confermare le condanne, riformarle, cassarle, riaprire un nuovo processo d’appello, il terzo. Ma incombe il rischio prescrizione, dietro l’angolo. Di rinvio in rinvio, dopo la prescrizione della morte in conseguenza di altro reato, un altro slittamento per questioni tecniche può far saltare tutto.

“La violenza non va in prescrizione” scrivono sui social i sostenitori di Martina. Ma sempre sul web uno dei ragazzi, Vanneschi, ha realizzato un sito nel quale pubblica documenti del processo accreditando una sorta di accanimento mediatico e non solo. Il 26 agosto l’udienza in Cassazione, attesa come risolutiva, finì col rinvio. E con l’ingresso del noto avvocato Franco Coppi - che in passato ha assistito Andreotti e Berlusconi - a dar manforte alla difesa di Albertoni.

L.S.