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Arezzo, coppia racconta avvistamento di una lince nella zona di Castiglion Fiorentino

Piero Rossi
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Riappare ancora la lince nel territorio di Castiglion Fiorentino. Avvistamento in Val di Chio, questa volta, mentre gli incontri col grosso felino che avevamo segnalato mesi fa erano avvenuti nella Valle del Nestore – avvistato da cacciatori di cinghiali vicino a Fiume – e nella zona di Cantalena, territorio cortonese sulle pendici di Sant'Egidio, ai confini con la montagna castiglionese, incontrato da un abitante del posto e dalla moglie.

L'incontro mozzafiato è avvenuto due settimane fa a Querceta di Sotto – “da Bacchjio”, dicevano una volta gli autoctoni – ma ad incontrare la lince (nella foto d'archivio un esemplare) non sono stati cacciatori né cercatori di funghi o di castagne, né il sindaco in pieno trekking estremo, bensì una coppia di cittadini belgi, da una ventina d'anni ritiratisi nella pace della mitica Val di Chio: “E' stato due settimane fa – ci dice Pierre – l'ha vista mia moglie Martine, ma io avevo avvistato lo stesso animale nella nostra proprietà qualche anno fa. Non si tratta certo di un gatto, le dimensioni sono troppo più grandi, ed ha le tipiche orecchie con i ciuffi. Questa presenza ci ha emozionato, e poi la lince non è pericolosa, cerca prima di tutto di evitare gli uomini”.
 

Pierre e Martine, che hanno ristrutturato un casolare tra uliveti e boschi di querce e castagni, hanno realizzato una specie di giardinetto non lontano da casa e, tra fiori e piante, hanno piazzato delle piccole statue di Budda. Vicino ad una di queste Martine ha avvistato la lince che, chissà, probabilmente dorme a volte accanto al simulacro della divinità orientale.
Riportiamo, quando ne abbiamo notizia, gli avvistamenti della lince dalle nostre parti, perché il grosso felino era dato per scomparso dal suolo italico, ma negli ultimi anni si susseguono le segnalazioni di incontri da parte di frequentatori dei boschi. 

E' certa, oggi, la presenza della lince sull'arco alpino, ma è ormai dato per certo anche il suo ritorno in alcune zone degli Appennini – avvistamenti anche in Casentino - in particolare sul Gran Sasso. 
Le nostre precedenti segnalazioni suscitarono un grande interesse tra gli studiosi – tra i quali è in corso un dibattito sulla presenza della lince in Italia – e fummo contattati anche da ricercatori universitari, e l'articolo, pubblicato sul sito internet del Corriere di Arezzo, fu oggetto di una miriade di visualizzazioni.