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Arezzo, via alla caccia al cinghiale in braccata: in campo 83 squadre e quasi 6 mila cacciatori. Novità e obiettivi

Famiglia aggredita dai cinghiali nell'Orvietano

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Un esercito di quasi seimila cacciatori affronta da oggi la moltitudine di cinghiali che imperversano ovunque, fuori controllo come riproduzione e diffusione, tra danni alle colture e pericoli alle persone.

Scocca l’ora delle braccate, le battute di caccia che si svolgono in gruppo con precise regole disciplinate da leggi di riferimento e regolamenti degli Atc. Sono 83 nel territorio aretino le squadre di appassionati di questa disciplina venatoria che attrae per lo spirito aggregativo e l’organizzazione in gruppo. Nel dettaglio: 64 i team che operano nell’Ambito territoriale di caccia 1 (Arezzo, Valdichiana, Valdarno Casentino) e 19 le squadre nell’Atc 2 della Valtiberina. A imbracciare il fucile sono oltre 5.000 cacciatori dell’Atc1 (sugli 8.500 totali) e 800 dell’Atc 2 (sui 1.100 circa che esercitano l’attività venatoria).

Quella che inizia oggi è forse la stagione di caccia al cinghiale più attesa di sempre, dopo quella disturbata dalla pandemia e dopo l’escalation di problematiche legate all’incalcolabile presenza dell’ungulato sceso dai boschi nelle pianure in cerca di cibo o per fuggire al lupo. Agricoltori alle prese con i danni alle coltivazioni, automobilisti e motociclisti che si vedono spuntare animali dal lato della strada, ad ogni ora, pure nei luoghi più impensabili. Una roulette russa quotidiana con numerosi incidenti sulle strade. E’ per questo che la stagione 2021-2022 presenta alcune novità e flessibilità. Innanzitutto l’obiettivo dei capi da abbattere è di oltre mille unità più alto dell’anno passato: da 4.500 a 5.000/5.500 nell’Atc1 e dai 2.000 a 2.300 nell’Atc2. I conti si faranno alle fine. Le squadre potranno cacciare fino al 9 gennaio tutti i sabati e le domeniche da un’ora dopo il sorgere del sole a un’ora prima del tramonto e potranno aggiungere la terza giornata scegliendo fra tre opzioni: prima era solo il mercoledì il giorno dedicato, ora si può optare per quello o per il lunedì o il giovedì.

Altra novità introdotta dalla Regione Toscana è che la braccata può svolgersi anche in determinate zone non vocate dove sono presenti particolari criticità. Occorre comunicarlo 72 ore prima all’Atc e in questo caso l’attività inizia più tardi, dopo le 10. Passione e adrenalina dei cacciatori, ognuno con le proprie mansioni (i canai, gli scaccini, chi sta alle poste), le tradizioni, i rituali, lo spirito di avventura e di squadra, si mescolano con la necessità di contenere il numero imprecisato di ungulati che si è moltiplicato nel territorio. In attesa di politiche venatorie di selezione migliori e soluzioni generali valide qui come a Roma, via dunque alle braccate, con l’esercito dei quasi seimila cacciatori che stamani prendono posizione.

Con l’auspicio che la caccia si svolga nella massima sicurezza e nel rispetto di tutti, con segnalazioni, distanze, accorgimenti e prudenza che quando si tratta di armi non è mai troppa.

L.S.