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Green pass, prefetto di Arezzo: "Guardia alta contro eversione ma libertà di idee. Rispettare misure per uscire da emergenza"

Luca Serafini
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Si avvicina la data del 15 ottobre con il green pass obbligatorio nei luoghi di lavoro. Tra certezze, dubbi e interrogativi. Con qualche timore dopo i fatti di Roma. Nell’imminenza della novità, sentiamo il prefetto di Arezzo, Maddalena De Luca.

Dal suo osservatorio aziende, enti e lavoratori sono pronti?

“Non sono pervenute segnalazioni di criticità o di problematiche dal mondo del lavoro privato”. 

Permangono dubbi interpretativi sul controllo, pensa ci saranno chiarimenti.

“Per quanto riguarda il settore pubblico, siamo in attesa della pubblicazione delle linee guida annunciate dal Ministro per la Pubblica Amministrazione”.

Tamponi rapidi, risulta che siano stati stretti accordi aziendali sui pagamenti dei test. Resta il nodo della durata con la proposta di estenderla a 72 ore.

“I prezzi calmierati sono previsti dalla normativa. L’estensione a 72 ore della durata dei tamponi rapidi è oggetto di una proposta politica e del relativo dibattito”.

Ci sono preoccupazioni per il fronte no vax e no green pass?

“La libertà di manifestare il proprio dissenso e le proprie idee va sempre riconosciuta, ma tali azioni non devono mai trascendere in atti violenti ed illegali, occorre, pertanto, adottare tutte le misure necessarie per evitare che possano essere strumentalizzate, per fini eversivi, le manifestazioni di coloro che esprimono un disagio”. 

L’attacco alla Cgil di Roma quali riflessioni e conseguenze implica nel nostro territorio?

“Gli organi di polizia sono stati sensibilizzati a mantenere alto il livello dell’attività info-investigativa, affinché le iniziative di protesta si possano svolgere, come accaduto finora in questo territorio, senza turbativa dell’ordine e della sicurezza pubblica”.

Risultano partecipanti aretini alla manifestazione di Roma sfociata nell’assalto alla sede della Cgil.

“Sono in corso di svolgimento gli accertamenti degli organi di polizia per i quali va mantenuto il massimo riserbo”.

La situazione sanitaria nell’Aretino è decisamente migliorata, la fine dell’emergenza sembra in vista.

“I dati sembrano propendere per un miglioramento della situazione e con l’impegno di tutti, Istituzioni e cittadini, si confida vivamente nel perseguimento di questo andamento”.

La raccomandazione, il messaggio che intende inviare agli aretini in questa fase delicata.

“L’impegno nel rispetto delle misure di protezione e di precauzione, che ci ha consentito di superare il periodo più critico ed acuto della crisi sanitaria, deve essere proseguito e, ove possibile, rafforzato per non disperdere i positivi risultati conseguiti in un clima di serena, civile e pacifica convivenza”.

 

SCONTRI DI ROMA, ARETINO ALLA MANIFESTAZIONE
 

Un aretino militante della destra, già noto alle forze dell’ordine, tra i manifestanti “no pass” che sabato a Roma hanno attaccato la sede della Cgil. La notizia trova conferme ma per la persona - che apparirebbe nei video girati nella capitale - non è scattato alcun tipo di provvedimento.

Le indagini sono in corso da parte della Digos di Roma e a ieri pomeriggio nessun atto ufficiale riguardante l’uomo sarebbe pervenuto ad Arezzo. Ma il riserbo è stretto. Accertamenti e riscontri, evidentemente, sul tipo di adesione alla dimostrazione e sulle condotte tenute.

A Roma tra i contestatori erano presenti diversi personaggi dell’estrema destra, tra cui leader di Forza Nuova come Roberto Fiore, uno dei tredici arrestati. Il militante di area proveniente da Arezzo sarebbe una persona conosciuta per i suoi trascorsi. Non si esclude, poi, che anche altri aretini siano stati nella capitale tra le centinaia di persone richiamate dall’evento di protesta, controllati e identificati prima che la situazione degenerasse.

La Questura di Arezzo esclude che vi siano state delle partenze di gruppo organizzate, con bus. Possono invece essersi mossi in maniera individuale simpatizzanti come l’uomo ripreso nei video. Le verifiche eseguite dalle forze dell’ordine sui vari mezzi confluiti a Roma in quella giornata, hanno consentito di definire una mappa dei luoghi dai quali provenivano i dimostranti.
In Toscana oltre a Firenze vengono segnalati appunto cittadini residenti ad Arezzo. Tutte posizioni al vaglio della Digos.
All’indomani dei fatti di Roma la particolare e delicata situazione, alla vigilia dell’obbligo di green pass nei luoghi di lavoro, ha elevato i livelli di attenzione nel territorio per prevenire e scongiurare eventuali situazioni di tensione.