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Arezzo, seconda multa al gestore della piscina comunale. Alla terza scatta la chiusura, Ghinelli: "Basta"

Francesca Muzzi
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Seconda multa per la piscina comunale di Arezzo. Ieri mattina gli uomini del comandante della Municipale, Aldo Poponcini, sono tornati all’impianto che si trova allo stadio e che ha deciso di non chiedere il green pass. Anche stavolta, come già era successo alcune settimane fa, il gestore, Valter Magara è stato multato con 400 euro. Ma non è stato il solo. Con lui sono stati multati anche alcuni dipendenti. Alla terza ammenda scatterà oltre ad una nuova multa, anche la chiusura temporanea dell’impianto sportivo. Ma il gestore Magara, per il momento, non torna indietro. Fino da quando il green pass è stato obbligatorio per le strutture sportive, lui ha sempre portato avanti le sue ragioni: “Noi si chiede il certificato medico che è meglio del green pass”, aveva dichiarato proprio all’inizio della stagione. Alla fine di settembre, praticamente un mese fa, era arrivata la prima multa di 400 euro. Magara però non si è dato per vinto ed ha continuato a non chiedere il green pass. Ieri la seconda. Se arriva anche la terza, ci sarà la chiusura temporanea della piscina comunale con tutto ciò che comporta. L’impianto è infatti comunale e se venisse chiuso, anche solo temporaneamente, sarebbe un’interruzione di servizio pubblico per le persone che vanno in piscina. Per questo l’assessore allo sport del Comune di Arezzo, Federico Scapecchi, già la prima volta che il gestore venne multato, disse che avrebbe preso in considerazione di togliere la gestione dell’impianto. Sulla vicenda è intervenuto anche il sindaco Ghinelli: “Come ho più volte detto siamo in un momento storico dove chi possiede il green pass può fare delle cose rispetto a chi non ce l’ha. Quindi continueremo a controllare dove di nostra competenza per far si che venga rispettata questa legge, in particolar modo in una struttura comunale come la piscina. Siamo già alla seconda sanzione, se il gestore continuerà a non controllare il green pass al prossimo controllo saremo costretti a comminare un’ulteriore sanzione e scatterà la chiusura. Saremo intransigenti per il rispetto di tutte le famiglie che portano i loro figli alla piscina comunale e per chi rispetta una legge dello Stato. Chi sceglie di tornare ad una vita normale ha il diritto di farlo. E chi vi si oppone non ha il diritto di esercire una struttura aperta al pubblico”.