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Arezzo, gli onorevoli D'Ettore e Mugnai e cinque sindaci testimoni del pm al processo Coingas. Tutti i nomi

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 Il pm Roberto Rossi

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Cinque sindaci e due onorevoli sono chiamati dal pm Roberto Rossi come testimoni nell’imminente processo Coingas. La lista comprende 32 nomi ed è stata depositata ieri dal procuratore in vista dell’udienza del 2 novembre con undici imputati, tra i quali nomi eccellenti come il primo cittadino di Arezzo, Alessandro Ghinelli e il presidente di Estra, Francesco Macrì, insieme ad altri amministratori e professionisti.

Le accuse, variamente distribuite e tutte da dimostrare, si distendono su tre filoni: le presunte consulenze d’oro affidate da Coingas (ipotesi peculato) all’avvocato Pier Ettore Rason e al commercialista Marco Cocci; la nomina di Macrì in Estra (ipotesi abuso d’ufficio); il presunto accordo con traffico di influenze tra il consigliere comunale Roberto Bardelli e Luca Amendola per la nomina di quest’ultimo a presidente di Multiservizi.

Ma di personaggi eccellenti ne sfileranno in aula anche come testimoni, per ricostruire certi passaggi di vita amministrativa ad Arezzo nel primo mandato di Ghinelli (2015-2020): sono chiamati alla Vela gli onorevoli Maurizio Felice d’Ettore e Stefano Mugnai, oggi in Parlamento per Coraggio Italia e ai tempi dell’inchiesta elementi di spicco di Forza Italia, per riferire sulla convulsa fase in cui la politica cittadina doveva assegnare ad un forzista la presidenza di Multiservizi e c’era anche da tener conto del super votato consigliere Roberto Bardelli, il Breda, in rotta con Fi, senza incarichi e con la ditta in difficoltà. 

E poi chiamati a testimoniare ben cinque sindaci dei comuni soci di Coingas, la vecchia società del gas che partecipa Estra e che secondo la procura e la Digos era usata anche per elargire denari (oltre 400 mila euro tra Olivetti Rason e Cocci) in cambio di consulenze ritenute non utili ma lautamente pagate a professionisti amici non selezionati con gare pubbliche. 
Testimoni saranno Roberta Casini sindaco di Lucignano; Mauro Cornioli, che è stato sindaco di Sansepolcro fino a lunedì scorso; Ginetta Menchetti, sindaco di Civitella in Val di Chiana fino al 4 ottobre; Alfredo Romanelli, sindaco di Monterchi; ma anche Mario Agnelli sindaco di Castiglion Fiorentino e Riccardo Acciai che partecipava alle assemblee per il comune di Poppi. In particolare Casini, Cornioli, Acciai, Romanelli dovranno riferire su alcune consulenze incriminate.

E’, questo, il filone originario dell’inchiesta: già condannato con rito abbreviato, su questo e gli altri versanti, l’ex amministratore Sergio Staderini. Ma non c’è nulla di scontato nel maxi processo. Parola al dibattimento e posizioni diversificate. Il sindaco Ghinelli qui è imputato per favoreggiamento: quelle consulenze erano incappate nel no dei revisori dei conti di Coingas ed il bilancio rischiava di saltare (con esso i ricchi dividendi di Estra) così Ghinelli avrebbe attuato un pressing sull’assessore Alberto Merelli affinché la posizione dei revisori venisse piegata, e avrebbe concertato con l’avvocato del Comune, Stefano Pasquini, una consulenza di congruità. Tutto lecito o no lo vedremo. 

Il sindaco castiglionese Agnelli dovrebbe riferire proprio su interlocuzioni avute con l’amministratore Staderini e con il sindaco Ghinelli in quella fase. Mario Agnelli è tirato in ballo nel colloquio intercettato tra Ghinelli e Merelli, quando il sindaco di Arezzo si riferisce ad un revisore, indicato in quota Agnelli, da convincere oppure da far saltare e sostituire. E in aula saranno ovviamente sentiti i revisori Giovanni Minetti, Fabiola Polverini e Giuliano Faralli oltre agli investigatori della Digos, Claudia Famà e Luca Banchetti. E poi l’ingegner Marco Marcellini che ha sbobinato le intercettazioni della polizia e le registrazioni scottanti trovate nei computer-archivio audio di Staderini.

Il pm Rossi porta poi come testi Andrea Garulli, Alessandro Mecocci, Simone Rosetti e Luciano Pisanello per alcuni progetti ai quali Coingas avrebbe lavorato e ancora Nicola Ferruzzi e Alessandra Sestini, di Banca Popolare di Vicenza, relativamente agli investimenti non andati a buon fine del commercialista Cocci che, sempre per il pm, sarebbe stato compensato con gli incarichi dall’amico Staderini, che lavorava appunto in quella banca. Nella lista testi anche Rosanna Fucini e Carla Ricci ex consigliere del cda di Coingas. Ed Erica Rosai, all’epoca collaboratrice di Staderini e Simona Santolini, dello studio Olivetti Rason. Parlerà anche Melissa Ciomei della società di revisione Ernst & Young che controllò i bilanci Coingas. Su questo filone sono imputati anche l’attuale amministratore Franco Scortecci e la ex collaboratrice Mara Cacioli, intervenuti nella fase di aggiustamento di conti e carte dopo la gestione Staderini. Testimone pure l’ex segretario comunale Franco Caridi che ha dato pareri critici sulle attività di Coingas per certi incarichi (legge Madia) e sulla legittimità della nomina di Macrì da consigliere a membro del cda di Estra. 

Nel processo a Staderini già definito, il gup Lara ha sentenziato che la nomina fu un abuso rispetto alle norme che vietano a un consigliere di assumere ruoli gestionali in una società pubblica partecipata. All’epoca andò bene a tutti, anche ai soci di centrosinistra in Estra. Ghinelli qui è accusato per abuso d’ufficio. Testimoni, [TESTO]l’ex amministratore di Coingas, Filippo Ceccherelli, che si dimise, l’avvocato Simona Rostagno di Torino alla quale fu chiesto un parere di compatibilità.
C’è poi il teorema del traffico di influenze per la presidenza di Multiservizi. A Bardelli, che al suo fianco aveva l’amico Lorenzo Roggi (attuale presidente di Arezzo casa),

Amendola gli avrebbe offerto aiuti finanziari affinché assecondasse la sua nomina alla presidenza. Nomina che in realtà fa il sindaco sulla base di accordi elettorali con i partner di maggioranza e non certo il Breda. Fatto sta che gli aiuti non pervennero e c’era fibrillazione, con riunioni e incontri registrati di nascosto da Staderini (condannato anche su questo filone, pena totale 2 anni). Il pm Rossi chiama a testimoniare i deputati D’Ettore e Mugnai perchè - narrano le registrazioni - vennero contattati sul caso Bardelli dal sindaco Ghinelli, impegnato a quadrare questioni di spartizioni politiche e casi umani. 

Testimoni su questo filone il consulente fiscale Sandro Panzieri e il commercialista Andrea Ciofini, e poi Angelo Rossi e Meri Stella Cornacchini che come consiglieri comunali parteciparono a riunioni. C’è tempo fino a lunedì per il deposito delle liste dei testimoni delle difese. Possibili sorprese. Circola la voce, proprio sull’intreccio Multiservizi, che venga chiamato il sindaco predecessore di Ghinelli, Giuseppe Fanfani, per chiarimenti ai giudici sulle logiche di distribuzione degli incarichi in società e commissioni, nel rispetto degli equilibri politici.