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Arezzo, i gestori della piscina multata si difendono: "Noi non discriminiamo nessuno"

Valter Magara

Francesca Muzzi
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“Non accettiamo atti di discriminazione verso nessuno in violazione della Costituzione e dei Regolamenti europei”. Dalla piscina comunale che venerdì ha ricevuto la seconda multa, perché non chiede il green pass, arriva la replica, ma i gestori continuano a mantenere la linea di inizio stagione. Vale a dire quella di pretendere il certificato medico, ma non quello verde. La legge invece dice tutt’altro e venerdì mattina al palazzetto del nuoto non si sono presentati soltanto i vigili urbani, ma anche la polizia, la guardia di finanza e la locale Asl (dipartimenti sicurezza sui luoghi di lavoro e igiene pubblica). In totale le verifiche hanno interessato 13 soggetti che erano presenti all’interno del palazzetto del nuoto. Tutti gli utenti sono risultati in possesso della certificazione verde, mentre per l’amministratore ed il figlio (direttore sportivo), nonché per una collaboratrice, sono scattate le sanzioni proprio per la mancanza di green pass. Per il titolare, come detto, si tratta della seconda violazione specifica accertata che ha comportato quindi l’irrogazione di una sanzione maggiore. Per quanto concerne l’azione ispettiva della Asl, non sono state elevate contestazioni ma solamente richieste di esibizione di documentazione su aspetti peculiari che saranno successivamente esaminati. Controllate successivamente anche il bar della piscina e la palestra che sono risultati tutti in regola. Ma a questo punto che cosa rischia il gestore? Se dovesse arrivare la terza multa, scatterà anche la chiusura dell’impianto. La piscina potrebbe rimanere chiusa fino ad un massimo di 30 giorni - decisione del Prefetto - e a quel punto ci sarebbe anche l’interruzione di un pubblico servizio, visto che si tratta di un impianto comunale. Sulla questione è intervenuto sia il sindaco Ghinelli che ha sottolineato: “Saremo intransigenti, perché dobbiamo rispetto alle famiglie che portano i propri figli” e sia l’assessore allo sport, Federico Scapecchi: “Mi dispiace per quanto sta succedendo - dice - e nello stesso tempo ringrazio le forze dell’ordine. Per quanto riguarda l’amministrazione comunale stiamo monitorando la situazione. I gestori hanno il palazzetto del nuoto fino al prossimo 2042, ma se la situazione non migliorerà e i gestori non faranno un passo indietro, allora dobbiamo rivedere la convenzione come già stiamo facendo. La legge è uguale per tutti e sono preoccupato perché una ulteriore sanzione porterebbe alla chiusura della struttura, come previsto dalla normativa, e priverebbe i cittadini incolpevoli di un loro diritto: fare sport nella piscina pubblica della Città di Arezzo. Voglio sperare che il buonsenso, finora mancato, prevalga su posizioni ideologiche incomprensibili”.