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Arezzo, il degrado ha riconquistato i tunnel della città: spray, inciviltà e incuria. Il Comune studia soluzioni

Alessandro Bindi
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Sottopasso parco Pertini, picco di inciviltà e incuria. Tag e imbrattamenti avvolgono la struttura. Le oscenità tratteggiate anche sul pavimento oltre che sulle pareti. Si allunga ad Arezzo la scia di degrado segnato a colpi di bombolette spray.

La situazione è analoga anche nel sottopasso di via Vittorio Veneto, nel tunnel della Tricca, in quello di via Dante, via Romana, via Trasimeno compreso quello che dal parco Ducci porta in via Catenaia. È è un triste tour di inciviltà seminata anche tra i vicoli del centro storico bersagliati di scritte e frasi tunnel cittadini sprofondano nell’incuria. Vicoli del centro storico bersagliati di scritte e oscenità indecenti.

 

 

Alle pareti c’è ormai di tutto. Oscenità di vandali e pseudo opere d’arte di graffitari. L’amministrazione comunale ha ormai gettato la spugna. Vanificate le spese con le quali l’ex assessore Gianfrancesco Gamurrini aveva tentato di ridare dignità ai tunnel. Lontani i tempi in cui le squadre della manutenzione avevano ripulito i tunnel pedonali dalle scritte imbrattanti.

Il bianco delle pareti ha finito per diventare una nuova lavagna su cui stratificare tag e disegni che contribuiscono ad alzare la percezione di degrado tra chi passeggia nei marciapiedi. La consigliera comunale Mery Cornacchini, da tempo impegnata a contrastare il degrado per la città, conferma la lunga scia di imbrattamenti indecorosi.

 

 

“Nelle ultime settimane sto ricevendo numerose segnalazioni da parte di cittadini che si lamentano di un malcostume che non risparmia neppure le facciate di edifici che sono stati appena ripuliti dai proprietari. Sono azioni di vandali e incivili che non condivido e che danneggiano non solo chi le subisce ma anche l’immagine del decoro cittadino”.

“Il centro storico” aggiunge Cornacchini “è pieno di edifici bersagliati da scritte tratteggiate con bomboletta spray. C’è poi la questione annosa relativa ai tunnel che sono di nuovo macchiati fino all’inverosimile. Le scritte stratificate niente hanno a che fare con la street art. Siamo di fronte a vandalismo vero e proprio”. Tra l’altro le tag stanno ricoprendo anche i nuovi cassonetti della spazzatura in giro per la città e le periferie.

 

 

“Purtroppo credo che il fenomeno dell’imbrattamento nelle pareti dei tunnel sia ciclico e si dovrà valutare come intervenire”. Sul tema dei tunnel cittadini sprofondati nel degrado l’assessore Alessandro Casi promette di avviare un monitoraggio per verificare lo stato lamentato dai cittadini che tramite le colonne del Corriere di Arezzo segnalano una situazione compromessa.

“Darò incarico agli uffici” garantisce l'assessore Casi “di effettuare una mappatura dei tunnel per capire dove intervenire e quali soluzioni adottare. Il rischio è di ripulirli per poi lasciare spazi bianchi dove i vandali potranno tranquillamente tornare a imbrattare le pareti”. In ogni caso ci sarà da cancellare oscenità appese anche in tunnel frequentati quotidianamente da bambini delle scuole primarie e dell’infanzia. Le volgarità tratteggiate per esempio al tunnel di via Angelo Tricca non sono un bel vedere.