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L'Arezzo dopo il tonfo guarda avanti. Mariotti: "Schiaffo che fa riflettere, si volta pagina". Muzzi jr arma in più

Nicola Brandini
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Qualche segnale poco incoraggiante era già stato avvertito nella partita interna dell'Arezzo contro il Foligno. Nessuno però avrebbe immaginato una sconfitta con un passivo così pesante (4 a 1) sul campo del Follonica Gavorrano. Alla quinta giornata il Cavallino ferma la sua corsa perdendo malamente la sua prima partita in campionato. 

Una sconfitta in casa di un ottimo Follonica Gavorrano allenato da Marco Bonura poteva starci, ma non in questo modo. I tre gol di scarto finali sono un segnale poco incoraggiante, per usare un eufemismo. Il parziale di 4 a 0, addolcito si fa per dire dal gol della bandiera del figlio d’arte Ramon Muzzi, è troppo pesante per una squadra candidata a vincere il campionato. 

È la prima volta in due mesi che l’Arezzo crea poco cadendo sotto i colpi di un avversario ben organizzato in campo e con dei compiti tattici ben precisi al fine di neutralizzare i suoi uomini chiave (Aliperta e Strambelli su tutti). 

Mister Mariotti nel post partita si è complimentato con il Follonica Gavorrano e con il suo allenatore, ma poi si è preso tutte le responsabilità della sconfitta.  “Mi assumo tutte le responsabilità, anche se sarebbe presuntuoso pensare di vincere tutte le partite. Qui a Gavorrano abbiamo preso uno schiaffo forte che ci farà riflettere. Ma non eravamo fenomeni domenica e non siamo scarsi oggi”.

Poi Mariotti non nasconde l’amarezza che lascia una sconfitta così pesante. “Sono molto deluso e chiedo scusa ai tifosi che ci hanno seguito in massa fino a qui. Sono io l’unico responsabile, ma quella di oggi non è stata la mia squadra. Vorrei che fosse domenica già domani per voltare pagina”.

Nel dopo gara si è presentato ai microfoni anche l’autore del gol, Ramon Muzzi. “Loro sono stati bravi a mettere subito la partita sui binari giusti, ma sapevamo che sarebbe stata una partita difficile. Una partita interpretata male ci può stare”. È innegabile che per mille motivi, uno su tutti il cognome che porta sulle spalle, Ramon Muzzi sia stato una delle piacevoli sorprese di questo inizio campionato. 

A chi gli chiede se sente la pressione di un padre che in carriera ha segnato tanto e ad alti livelli e adesso è un dirigente della squadra in cui gioca il figlio, Ramon risponde così: “Non ci penso, ci sono abituato”. 
Il giocatore amaranto ha le spalle larghe e anche un discreto fiuto per il gol. Magari non ai livelli del padre, ma per questo Arezzo può essere l’arma in più del prossimo futuro.

Prossima partita degli amaranto, in casa, con il Cascina il 31 ottobre.