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Arezzo, bullismo: calci, pugni e drink addosso a due giovani. Ragazzo denunciato, complici nell'ombra

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“Voleva imporre la sua egemonia di bullo” ed ha agito insieme ad altri, al momento rimasti ignoti, “per implementare la valenza lesiva dell’atto”. Un giovanissimo di Arezzo è accusato di lesioni e rapina per un episodio di violenza minorile avvenuto, come altri nei mesi scorsi, nella zona delle scale mobili e del parcheggio Petri. Era il 24 giugno scorso quando un ragazzo fu aggredito e lo stesso trattamento fatto di offese, calci e pugni, ebbe l’amico intervenuto in suo aiuto. Una serata finita con lesioni e umiliazioni da parte del branco.

A distanza di cinque mesi la denuncia delle vittime e le indagini degli inquirenti portano uno dei presunti autori di quel pressing a confrontarsi con l’accusa di bullismo. Nei guai è un aretino classe 2003, quel giorno ancora diciassettenne tanto che del suo caso si occupa il tribunale dei minori di Firenze. Domani dovrà comparire davanti agli inquirenti per l’interrogatorio. Sulla base della denuncia sono stati raccolti elementi sui quali è impostato l’atto di accusa che potrebbe portare a processo il ragazzo.

Difeso di fiducia dall’avvocato Alessandro Calussi, il giovane - che nel frattempo ha raggiunto la maggiore età - nega ogni coinvolgimento nei fatti.

Quella che emerge adesso è l’ennesima situazione di violenza gratuita e di esercizio della prepotenza che si è verificata in città nel dopo lockdown. L’estate è stata punteggiata di casi analoghi con gruppetti di piccoli boss e seguaci uniti tra loro per farsi più forti, pronti ad abbattersi come avvoltoi su prede individuate tra coetanei in condizioni di inferiorità. Tra i vari casi, per lo più ambientati proprio alle scale mobili, suscitò sdegno a settembre quello in cui i bulli presero di mira un giovanissimo non vedente, colpito senza tanti riguardi nonostante la disabilità.

 

Era intervenuto per difendere l’amico al quale le teppe volevano strappare via le sigarette.
Cosa accadde il 24 giugno, giorno dell’episodio oggetto delle nuove indagini? Il ragazzo denunciato, “in concorso con altre persone non identificate” avrebbe aggredito proditoriamente un classe 2001”spintonandolo, schernendolo e accerchiandolo”. In quei frangenti, sempre per l’ipotesi d’accusa, un altro ragazzo, classe 1999, si avvicinò per difendere l’amico.

La conseguenza fu che “entrambi venivano di nuovo aggrediti” e veniva loro gettato addosso un drink contenuto in un bicchiere. Ma non era finita. I due malcapitati venivano “spintonati fino a farli cadere a terra per poi essere colpiti con calci e pugni su tutto il corpo”. Prognosi di sette giorni per l’amico del primo aggredito. Sempre a lui i bulli avrebbero preso le chiavi dell’auto e il telefonino caduti per terra nella colluttazione. Da qui i reati di lesioni e rapina ipotizzati a carico del diciottenne, l’unico individuato della squadraccia.