Cerca
Logo
Cerca
Edicola digitale
+

Arezzo, Asl ricorre in appello contro dipendente sospesa per i post sul Covid su Facebook ma reintegrata dal giudice

  • a
  • a
  • a

Dipendente Asl reintegrata dal giudice del lavoro dopo essere stata sospesa in seguito alle sue esternazioni su Facebook relativamente all'emergenza Covid, l'Asl Toscana sud est ricorre in Corte d’Appello.

 

Ci sarà un nuovo round nella vicenda ambientata ad Arezzo che vede protagonista una operatrice socio sanitaria in servizio all'ospedale San Donato. La donna aveva manifestato sue opinioni personali sui tamponi ai minori ("metteteveli nel...", scrisse rivolta ai favorevoli al test) e interagito in chat dove si discutevano temi riguardanti la pandemia e le risposte del sistema sanitario nazionale. Secondo i datori di lavoro, l'Asl, i post  integravano un comportamento in violazione degli obblighi del dipendente sanciti dalle norme contrattuali e dal Codice di Comportamento Aziendale.

 

Di diverso avviso era stato invece il giudice del lavoro di Arezzo, Giorgio Rispoli, che ha accolto il ricorso della lavoratrice ed ha annullato il provvedimento disciplinare che teneva la oss fuori dal servizio e senza stipendio. Secondo il giudice si trattava di una libera manifestazione del pensiero, diritto insopprimibile, che non faceva venir meno il rapporto fiduciario che sta alla base del contratto di lavoro. Nella sentenza, tra l'altro, il giudice rimproverava alla Asl metodi invasivi di controllo della dipendente, accostandoli al Grande fratello del libro 1984 di Orwell.

Ora, proprio alla luce delle motivazioni del provvedimento del giudice, l’Asl Tse ha deciso di impugnare, di fronte alla Sezione Lavoro della Corte d’Appello di Firenze, la sentenza del Giudice del Lavoro del Tribunale di Arezzo che ha annullato la sanzione disciplinare irrogata nei confronti della donna.