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Arezzo, azzerata la prostituzione di strada: dopo il Covid non c'è ripartenza. Prima affari, multe e sparatorie

Luca Serafini
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Per la prostituzione di strada la ripartenza dopo il Covid non c’è stata. Sono deserte di signorine e di clienti le vie che fino al 2020 erano definite a luci rosse, con grande movimento serale e notturno di auto per abbordaggi e incontri. Business azzerato, fine dei pattugliamenti mirati da parte di forze dell’ordine e municipale, maggior decoro generale nei quartieri della città dove ormai il mercato del sesso si era insediato in modo strutturale: zona Mazzi, zona via Duccio da Buoninsegna, zona Esselunga, zona Olmo, zona San Zeno, zona Torrino.

Così, mentre comuni come Terni, città di San Valentino, ancora alle prese con la prostituzione di strada si inventano ordinanze che in questi giorni fanno parlare tutta Italia, con il divieto di tenere un “abbigliamento indecoroso o indecente in relazione al luogo ovvero nel mostrare nudità, ingenerando la convinzione di esercitare la prostituzione”, ad Arezzo, città del Petrarca, la situazione è tranquilla. Almeno in apparenza.

Al comando della Polizia municipale, in Questura e al comando dei carabinieri, se si chiede conto dell’attività contro la prostituzione la risposta è che “non c’è più”. In precedenza assorbiva tempo e uomini per contrastare il fenomeno sotto il profilo della decenza, della sicurezza stradale e per risalire con laboriose indagini alla filiera degli sfruttatori di giovani ragazze portate sui marciapiedi talvolta con la forza. Il Comune di Arezzo già al tempo del sindaco Giuseppe Fanfani arrivò a dover studiare ordinanze ad hoc per scoraggiare gli automobilisti-clienti, con multe salate a chi si fermava sul ciglio della strada a contrattare con le signorine. La cronaca aretina negli anni ha proposto più di una volta storie di ragazze ridotte in schiavitù, soggiogate, fatte oggetto di un commercio del sesso dove le piazzole sulle quali appostarsi avevano un valore di mercato.

Ci sono state anche bande rivali che per contendersi il redditizio business hanno dato vita a vere guerre con tanto di sparatorie o accoltellamenti. Ci sono stati morti ammazzati. La pressione degli inquirenti e poi, devastante, il Covid hanno spazzato via il fenomeno del sesso su strada. Restano sporadici casi. Anche fuori città, sulla strada dello Scopetone, le ragazze di colore sulle sedie tra i cespugli sono apparizioni sporadiche.

La pandemia, il virus, lo stop ai contatti fisici senza troppe preoccupazioni, hanno assestato un colpo durissimo alla prostituzione outdoor. Quella esercitata nelle case di appuntamenti opera ancora con italiane, cinesi, sudamericane, donne dell’est. Tramontata l’era degli annunci cartacei sui giornali, le informazioni viaggiano sui social e sul web. Sarebbero alcune decine le operatrici del settore ad Arezzo. Non si registrano da tempo indagini che abbiano scoperto trame di sfruttamento. Quindi tutto regolare ma pure su questo versante affari post Covid ridimensionati per escort e ragazze disponibili.