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Arezzo, prima udienza del processo Coingas con undici imputati: intercettazioni subito al centro

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C’è la telefonata in cui l’avvocato fiorentino delle cosiddette consulenze d’oro dice all’assessore: “Che ci frega, tanto abbiamo Coingas”. C’è la contabile della società dei comuni che, intercettata, parla di “aria fritta” ma molto ben pagata. Oppure la voce del sindaco che in un colloquio concitato con l’assessore, incalza perché il revisore dei conti di Coingas, contrario a quelle super consulenze, o dà l’ok al bilancio altrimenti “schioda”.

C’è una montagna di materiale audio - tutto da interpretare e soppesare - nel processo Coingas che comincia stamani alla Vela con undici imputati tra cui il primo cittadino di Arezzo, Alessandro Ghinelli, il presidente di Estra, Francesco Macrì, amministratori e professionisti variamente accusati dal procuratore Roberto Rossi su tre filoni: consulenze (peculato), nomina di Macrì in Estra (abuso d’ufficio) e nomina di Amendola in Multiservizi (traffico illecito di influenze).

La trascrizione di tutte le registrazioni sarà proprio uno dei primi atti da compiere in aula, oltre all’esame delle eccezioni del plotone di avvocati e alla formazione del calendario delle udienze per sentire tutti o solo quelli veramente utili gli oltre cento testimoni chiesti dalle parti. Una chilometrica lista che spazia da Ignazio La Russa (esponente FdI, vice presidente del Senato) che dovrebbe riferire su equilibri e spartizioni nel centrodestra aretino dopo la prima vittoria (2015) di Ghinelli, ad altri cinque onorevoli (Nisini, Donzelli, Mugnai, D’Ettore, Vescovi), fino ai presidenti di tutte le partecipate del comune di Arezzo, l’ex sindaco Giuseppe Fanfani, i vertici di Estra. Al timone del maxi processo il giudice Ada Grignani, giovane ma già esperta. Al suo fianco Michele Nisticò e Isa Salerno. Sentenza possibile entro l’estate. Attenzione politica elevata (quella popolare molto meno) anche per la teorica possibile sospensione dal ruolo di sindaco in caso di condanna.

Le intercettazioni, si diceva. Conversazioni telefoniche captate dagli investigatori della Digos dal momento in cui, anno 2019, si occuparono dell’intrigo Coingas, vecchia società del gas partecipata dai comuni con operatività zero ma fondamentale per la partecipazione di Estra, con relativi milioni di utili da dividere ai soci. E’ ampio e colorito il materiale audio raccolto dagli inquirenti ed ha avuto un peso enorme nello spedire a processo gli undici, più gli altri due già condannati con rito abbreviato, ovvero l’avvocato fiorentino Jacopo Bigiarini (un anno e quattro mesi, posizione marginale per una consulenza farlocca cui si prestò per fare un favore ad influenti amici coi soldi di Coingas, poi restituiti) e l’ex amministratore Sergio Staderini (due anni). E ci sono anche tutti gli audio del ricco archivio di Staderini annidato nel suo pc spulciato dalla Digos: riunioni politiche, incontri, chiacchierate in auto e altro, che hanno dato corpo alle accuse. Ma che valore avrà tutto il “girato” contenuto nei nastri lo vedremo solo alla fine. Intanto va trascritto. E nel fascicolo ci sono pure le dichiarazioni auto ed etero accusatorie di Staderini, prima uomo del “sistema” messo alla guida di Coingas e poi contro il sistema.

Merita un riepilogo, nel giorno della prima campanella, la litania delle accuse Coingas di cui le cronache si occupano dal blitz con le perquisizioni (luglio 2019). 
Consulenze. Si tratta di oltre 300 mila euro verso lo studio legale di Pier Ettore Olivetti Rason, vicino a Macrì, per una serie di incarichi per Coingas, e 145 mila al commercialista Marco Cocci, vicino a Staderini. I professionisti rivendicano il lavoro svolto, di qualità e documentato. Per l’accusa si tratta invece di malversazioni: soldi pubblici spesi per attività inutili a prezzi non congrui e senza una selezione a monte. I comuni - ora anche Castiglion Fiorentino ha rotto gli indugi - sono parte civile.

Arezzo no, preferisce aspettare la fine e agire civilmente. Qui è accusato anche l’attuale amministratore Coingas Franco Scortecci che con la contabile di fiducia avrebbe operato per aggiustare carte e conti. Il sindaco Ghinelli è tirato in ballo per favoreggiamento insieme all’assessore Alberto Merelli. Gli contestano pressing e attivismo per appianare la grana Coingas dopo l’altolà al bilancio da parte dei revisori dei conti. La famosa frase sugli “asini che volano” che tutti devono vedere è un’altra intercettazione da decriptare. Ghinelli sul tema ha replicato: unico obiettivo era salvare Coingas, preziosa fonte di risorse per la comunità aretina.

Il filone Multiservizi racconta di come il consigliere comunale Roberto Bardelli, Breda, doveva ricevere un aiuto da Luca Amendola (agevolazioni finanziarie) se fosse stato buono rispetto alla nomina di quest’ultimo alla guida di Arezzo Multiservizi, società dei cimiteri. C’erano mal di pancia di maggioranza. Qui al sindaco si contesta il suo darsi da fare, anche con contatti con gli allora vertici di Forza Italia, Mugnai e D’Ettore. Le difese riducono il caso a mere questioni personali; la poltrona era comunque assegnata, manuale cencelli docet, a Forza Italia. Dei reati in ballo questo che affonda le radici nel 2016 avrà la prescrizione più ravvicinata.

Il filone Estra verte sulla nomina di Francesco Macrì nel cda di cui poi è diventato operoso presidente. All’epoca era consigliere comunale forte, leader del partito della Meloni ma escluso da giunta e presidenza del consiglio. Il centrodestra lo collocò in Estra violando, per la procura, leggi ben precise. Su questo e sul tema più ampio della natura delle società partecipate, ci sarà battaglia tecnico-giuridica con fior di consulenti.