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L'Arezzo rilanciato dalla vittoria prepara il derby con la Sangiovannese. I consigli di Gustinetti

Nicola Brandini
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L’Arezzo riprende il cammino della vittoria che aveva lasciato due settimane fa. La squadra si ritrova oggi al campo Lebole per iniziare la preparazione in vista del derby di domenica prossima con la Sangiovannese, reduce da una pesante sconfitta sul campo del San Donato Tavarnelle. Tornare al lavoro dopo una bella vittoria rotonda come quella contro il Cascina senza dubbio permette di lavorare con più serenità. Anche perché la lotta al vertice è serrata. In vetta a 16 punti ci sono altre tre squadre oltre all’Arezzo: Poggibonsi, San Donato e Follonica Gavorrano. 

Che questo girone non sia affatto facile, al netto della superiorità tecnica della squadra di Mariotti, l’ha ricordato anche Elio Gustinetti al termine della partita con il Cascina. “Non mi sarei mai aspettato che l’Arezzo potesse retrocedere in D” ha detto il Gus, “adesso questa categoria bisogna viverla da squadra di interregionale, in un girone molto difficile dove ci sono molte squadre attrezzate e che hanno obiettivi importanti”. 

Un Gustinetti molto protettivo con il suo amico Mariotti, che “passo a trovare almeno due o tre volte in ogni squadra in cui allena, stategli vicino perché qui c’è grande pressione ma Marco vive il calcio ogni giorno con grande passione e grande intensità”. Mariotti, a sua volta, è sempre stato molto paziente e protettivo con i suoi giovani, che domenica hanno dato risposte importanti sul campo. 
E anche Gustinetti ha detto la sua rispetto agli under e alla loro difficile gestione che spetta ad un allenatore in serie D. “In questa categoria devi far giocare tanti ragazzi giovani, almeno quattro tutti insieme. E’ una cosa bella perché puoi ‘lanciarli’, ma quando devi fare qualche sostituzione diventa più difficile perché significa che devi averne almeno otto bravi”. 

Infine il Gus non può non fare riferimento anche alla sua esperienza sulla panchina dell’Arezzo, quando nella stagione 2005-2006 il Cavallino sfiorò i play-off per la serie A. “Ho trascorso qua una delle annate più belle della mia carriera da allenatore. Resta la grande soddisfazione di aver allenato un gruppo che penso possa passare alla storia, perché se fosse stato confermato in blocco anche l’anno dopo di sicuro avrebbe regalato moltissime soddisfazioni anche oltre la serie B”.