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Arezzo Casa, arrivano 8.7 milioni di euro. Il presidente Lorenzo Roggi: "Situazione critica, famiglie sempre più povere"

Francesca Muzzi
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“La Regione ha scelto di investire nei prossimi cinque anni oltre 93 milioni di euro di Fondi europei per creare un programma regionale di riqualificazione dell’Edilizia Residenziale Pubblica. Queste risorse si aggiungono a quelle già previste dal bilancio regionale, 29 milioni in tre anni, per la ristrutturazione del patrimonio esistente. Un impegno economico molto forte che l’obiettivo di migliorare l’efficienza energetica, la resilienza e la sicurezza sismica e riqualificare gli spazi pubblici del patrimonio di edilizia residenziale pubblica di proprietà dei comuni. Si tratta di una scelta importante che mette le politiche della casa al centro con un investimento che migliorerà la situazione degli alloggi esistenti e quindi anche la qualità della vita degli inquilini, compiendo una significativa opera di manutenzione straordinaria, e contribuirà alla transizione ecologica promuovendo un nuovo e diverso stile di vita nei quartieri residenziali”. 
Così Vincenzo Ceccarelli, capogruppo Pd in Consiglio regionale, commenta il programmagli investimenti per il programma “Sicuro, verde e sociale: riqualificazione dell'edilizia residenziale pubblica”, annunciato dal presidente Giani. 
Le risorse assegnate dal Governo alla Regione Toscana verranno ripartite tenendo conto della percentuale di patrimonio E.R.P. ricadente in zona sismica 2, pari a circa il 15%, e dunque: l’85% delle risorse da ripartire tra tutti i soggetti gestori E.R.P., in proporzione al patrimonio Gestito, e l’15% delle risorse da ripartire tra i soli soggetti gestori E.R.P. con patrimonio ricadente in zona sismica 2, in proporzione al patrimonio gestito. Ogni amministrazione destinerà le risorse assegnate in base alle specifiche esigenze di riqualificazione del rispettivo patrimonio, senza vincolo di attribuzione a interventi per la sismica o per l’efficienza energetica.
“Ad Arezzo arriveranno 8,7 milioni di euro che saranno gestite da Arezzo Casa e le risorse saranno spese sul patrimonio dei comuni facenti parte del L.o.d.e – aggiunge Ceccarelli – Con le risorse in arrivo dal Pnrr abbiamo un’occasione storica di migliorare concretamente lo stato del nostro patrimonio di edilizia pubblica ma anche di migliorare la qualità della vita delle abitazioni”.
“Ci daranno una grossa mano - ribatte il presidente di Arezzo Casa, Lorenzo Roggi - ma non risolvono, perché restano vincolati a determinate tipologie di interventi”. E lancia l’allarme: “Non abbiamo sufficienti finanziamenti per la manutenzione straordinaria. Anche solo rifare il tetto”. La situazione in generale delle case popolari aretine non è delle migliori. Alla fine di settembre alcune famiglie della zona di Tortaia hanno dovuto lasciare le proprie case per un pilone che si era abbassato. Tutti gli inquilini - quattro famiglie - sono state ricollocate in un albergo in un primo momento e poi in altri alloggi Erp. La situazione è temporanea, ma ci vorrà tempo per ricollocarli definitivamente. “E questo è uno dei problemi al quale abbiamo trovato soluzione affidando i lavori ad una ditta esterna. Ma ce ne sono altri da risolvere che appuntono rientrano nella manutenzione straordinaria e che richiedono soldi che ora non abbiamo”. Spiega Roggi: “Dobbiamo contare solo sulle nostre forze. Finora non abbiamo ricevuto finanziamenti dalla Regione, dallo Stato o dal Comune. Se c’è da rifare un tetto o una manutenzione qualsiasi dobbiamo contare solo su quelli che sono i contributi degli inquilini e quindi gli affitti oppure sul lavoro di amministrazione di condomini che fa Arezzo Casa, ma si parla di pochi spiccioli”. E qua viene fuori un altro problema che il Covid ha accentuato. “E cioè che le famiglie sono sempre più povere e che la maggior parte adesso paga il canone più basso”. Ci sono infatti tre tipi di affitto: 40 euro al mese è il canone sociale, il secondo 104 euro mensili il canone medio, mentre il terzo 300 euro al mese. “Poi c’è chi paga anche 200 o 180, ma la tipologia da 300 è sempre meno - prosegue ancora Roggi - Oggi abbiamo più famiglie che pagano appena 40 euro al mese e il Covid ha accelerato la situazione. Se pensate che nell’ultimo anno abbiamo venduto appena quattro case, la situazione non è messa per il meglio”. E poi il presidente fa un paragone per rendere l’idea: “E’ come se il direttore Antonio D’Urso dovesse mantenere il San Donato solo con i tickets dei pazienti. Ce la farebbe?” Per fortuna se il Covid ha impoverito le famiglie, non ha, per il momento, provocato un’emorragia di sfrattati come invece sarebbe potuto succedere non appena veniva tolto il blocco agli sfratti. “Le graduatorie sono sempre rimaste le stesse - dice ancora Roggi - semmai quello che mi preoccupa è il futuro”. Vale a dire: “C’è un continuo impoverimento e le famiglie che si sostituiscono all’interno delle case sono sempre più povere. Di questo sono estremamente preoccupato. Basta pensare che abbiamo già esaurito tutti i soldi che il Comune di Arezzo aveva stanziato per i nuclei familiari più poveri. Questa è la situazione che c’è”. “Dobbiamo continuare a giostrarci in una situazione alquanto difficile e tutto questo da oltre vent’anni, da quando nel 1999 venne abolita la Gescal che praticamente era un fondo che aveva lo scopo di costruire case per i lavoratori con contributi provenienti dai lavoratori stessi, dalle imprese ed in parte da finanziamenti governativi. Oggi invece bisogna contare su ciò che arriva. Ben vengano i soldi dalla Regione, ma non risolvono”.