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Arezzo, troppe badanti ancora senza vaccino. La Asl accellera

Giovanna Belardi
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Badanti dell’est Europa, in particolare della Romania, Macedonia e Albania, non vogliono vaccinarsi e allora scende in campo la Asl, con una nuova campagna organizzata insieme ad associazioni, patronati e farmacie.
Sono numerose queste figure professionali che operano in tutto il territorio della Tse, in particolare sono 4.118 nella provincia di Arezzo, di cui il 64% proviene per l’appunto dall’Europa dell’Est. Ma incrociando questi dati con quelli vaccinali la Asl si è accorta che le donne di nazionalità rumena vaccinate con almeno una dose nella Asl Tse non arrivano al 60%. Percentuali più basse sono solo quelle di Macedonia e Kosovo. Complessivamente le donne dell’est Europa sono al 64%. In buona sostanza c’è chi preferisce spendere per fare il tampone piuttosto che vaccinarsi e molte, proprio per questo, hanno scelto di restare senza lavoro e tornare nel proprio paese.

 

 

La Asl prova dunque ha rivolgersi direttamente alle badanti, anche grazie a una sinergia con rappresentanti dei paesi di provenienza perché l’assistenza ai soggetti fragili possa svolgersi nella totale sicurezza. L’azienda ha predisposto una lettera aperta alle badanti, individuato sedute vaccinali specifiche, realizzata una collaborazione con paesi dell’est Europa, in primo luogo con la Romania. Tutto questo in sinergia con associazioni, patronati, sindacati, categorie economiche, ovvero i punti di riferimento sia della badanti che dei loro datori di lavoro.

 

E la ha visto anche una rinnovata collaborazione con le farmacie che hanno confermato la loro disponibilità per i vaccini. Ieri mattina, al San Donato, durante la presentazione dell’iniziativa, Elisa Fattori, sostituta direttrice dei servizi sociali Asl Tse ha spiegato che “la nostra campagna vaccinale ha utilizzato ogni possibile strumento: hub vaccinali, centri di medie dimensione, punti vaccinali per i fragili, camper e in estate spiagge e feste. I risultati sono stati significativi: si sta sfondando il tetto del 90% con 1.227.000 (490mila Arezzo, 386mila Siena e 352mila Grosseto). Rimangono alcune fasce di popolazione sulle quali vogliamo tentare di incidere ancora di più. E una di queste è rappresentata dalle badanti. Il nostro obiettivo è di garantire la salute. A queste lavoratrici e alle persone anziane e/o con disabilità con le quali vivono a stretto contatto”. Stefania Magi, responsabile della medicina interculturale della Asl Tse ha sottolineato che “l’assistenza alle persone fragili è un’attività fondamentale che vede le badanti coinvolte in prima persona. Aver cura di loro vuol dire anche non esporre né gli anziani e i disabili né le badanti ai rischi derivanti dal Covid. Stiamo cercando, nei limiti del possibile, rapporti diretti che incentivino alla vaccinazione. Nelle sedute dedicate saranno presenti sia nostri operatori sanitari che mediatori culturali per fornire informazioni e chiarimenti".

 

 

In conferenza stampa è stato trasmesso anche il video messaggio dell’europarlamentare rumeno Nico Stefanuta: “Il vaccino è l’unica soluzione che ci resta per non arrivare in terapia intensiva o, peggio, al cimitero. Per favore non credete più a tutti i tipi di bugie che sentite”. In video conferenza è intervenuta Laura Ghibu, Consigliera onoraria del Presidente del Comitato nazionale rumeno di coordinamento delle attività di vaccinazione contro Covid-19 che ha curato, insieme alla figlia, un video diventato virale che invita alla vaccinazione: "Ho tante amiche del mio paese che in Italia fanno le badanti. Capisco la loro situazione e comprendo i sacrifici che fanno per le loro famiglie. Ma questi sacrifici devono essere in salute e quindi le invito a vaccinarsi".