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Arezzo, per l'ex Unoaerre asta ancora deserta e in dieci anni il prezzo scende da 19 milioni a 1,8

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Luca Serafini
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Fumata nera per la ex Unoaerre: asta ancora deserta. A mezzogiorno di ieri nessuna offerta sarebbe stata presentata e così l’apertura delle buste in programma per oggi si risolverà in un nulla di fatto, a meno di colpi di scena che gli addetti ai lavori escludono. Al prossimo giro la vecchia superficie industriale verrà rimessa in vendita con una base ancora inferiore rispetto ai 2.179.726,88 euro di oggi, evidentemente ritenuti eccessivi dal mercato. Si partirà da circa 1.850.000 euro.

Nel lontano 2011 quando venne effettuato il primo esperimento di vendita, il costo era addirittura di 19,6 milioni. Anno dopo anno - mentre la nuova Unoaerre, salvata e rilanciata da Squarcialupi, si è trasferita a San Zeno - si sono ripetuti i tentativi di cessione della vecchia fabbrica dell’oro, con la pubblicazione di bandi che si sperava potessero attirare gli interessi di compratori per recuperare soldi per i creditori della procedura di liquidazione della vecchia società.

Ma non si è fatto avanti nessuno. Resta così senza proprietario e senza prospettive di riqualificazione questo pezzo di città lungo via Fiorentina dove è di fatto nata la storia del distretto orafo aretino, con la felice intuizione, quasi un secolo fa, dei fondatori Gori e Zucchi, poi portata avanti dalle rispettive famiglie. Dal centro storico alla immediata periferia, per estendere la produzione che univa la tradizione orafa ai criteri industriali. Per quanto in posizione strategica, l’area non è ritenuta ancora appetibile per operazioni immobiliari che in teoria spaziano in più direzioni.

I 75mila mq e gli oltre 140mila metri cubi, restano in sospeso tra passato e futuro. In tempi recenti si era affacciato qualcuno che sembrava interessato alla realizzazione di un impianto fotovoltaico. Uno dei nodi da sciogliere è la bonifica di terreno e falda, piuttosto costosa. Da parte sua l’amministrazione comunale ha più volte offerto all’eventuale compratore collaborazione e disponibilità a superare ostacoli burocratici e urbanistici. Ma per ora il compratore non si vede all’orizzonte: si va avanti verso il sedicesimo tentativo della serie infinita di aste.