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Arezzo, riapertura dei Costanti non in tempi brevi. Brocchi: "Auguri ai prossimi gestori". Il sindaco: "Locale storico da salvare"

Luca Serafini
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Caffè dei Costanti chiuso. E’ finito un ciclo e non si sa quando comincerà il prossimo. Per ora in piazza San Francesco la saracinesca resta tristemente abbassata e nessuno sa quando Banca Intesa, proprietaria dello storico locale, rimetterà in funzione le gloriose Stanze. 

Alla domanda posta dal Corriere all’istituto bancario che ha preso il posto di Banca Etruria e di Ubi, per ora la risposta che perviene è “attenzione massima”: volontà di preservare e valorizzare un patrimonio della città. Ma di progetti concreti e imminenti di riapertura non si parla.

Pietro Brocchi, ultimo gestore dei Costanti, ha chiuso domenica sera la lunga stagione iniziata insieme a Marco Grotti, re dei cocktail, e proseguita in solitaria. “Non mi è stato rinnovato il contratto d’affitto quindi stop”, dice Brocchi. E l’addio è amaro ma anche dolce. “C’è dispiacere perché il Caffè è stato un pezzo della mia vita ma c’è anche gioia per potermi finalmente dedicare alla famiglia, a mia moglie, ai figli, ai nipoti”.

 

 

 

Riposo quindi. E a chi raccoglierà il testimone, Pietro Brocchi dice: “Auguri, in bocca al lupo di cuore”. Alludendo anche all’impegno che occorre per tenere in piedi una struttura grande e complessa come questa. Una decina i dipendenti che vi lavoravano e che dopo la serata di chiusura, ieri hanno ricevuto la paga e la stretta di mano.
The end. Per un po’ di tempo chi vorrà vedere l’esterno del Caffè vivo e luminoso, dovrà riguardare la pellicola degli oscar vinti da Roberto Benigni che nel film La Vita è Bella girò una scena qui.

 

 

 

L’uscita di scena di Pietro Brocchi è stata accolta con rincrescimento da molti aretini che amano il locale e questa piazza fulcro della città per flussi turistici e culturali, per gli affreschi di Piero della Francesca, per la Fiera Antiquaria, per la movida.
Dopo il lockdown Brocchi si era rimboccato le maniche insieme ai collaboratori per la ripartenza. Ma era un viaggio a termine. Gestore di un bar incastonato in una proprietà immobiliare altrui, ora di Banca Intesa, Brocchi alla fine ha alzato le mani. Una exit strategy che deve stare bene ad entrambe le parti.

Il Caffè dei Costanti, tra l’altro, aveva aperto a suo tempo un contenzioso con Ubi e chiedeva un milione di euro di danni. La gestione del bar che affonda le sue radici nel 1804 aveva fatto causa per il veto posto da Ubi sulla vendita dell'attività quando un paio di anni fa il niet dell'istituto di credito fece saltare la cessione da parte della società che gestiva Le Stanze alla Scudieri International srl, proprietaria di Scudieri e Giubbe Rosse a Firenze e di Nannini a Siena. Quel parere sfavorevole di Ubi alla cessione sarebbe stato di grave danno economico per i gestori del Caffè aretino. Il giudice civile di Arezzo, Andrea Turturro, ad aprile aveva invitato le parti a tentare la via della mediazione per trovare un accordo stragiudiziale.

Forse è stato trovato. L’eventuale cessione, lamentava la gestione dei Costanti, sarebbe stata salvifica per il bilancio del Caffè: quel veto con l'altolà alla vendita da parte di Ubi sarebbe stato non motivato, quindi impugnabile. All’epoca della trattativa sfumata, non era ancora scoppiata l’inchiesta sul presunto riciclaggio con i locali storici: il Caffè di piazza San Francesco è infatti citato nelle carte dell'inchiesta della procura di Siena sui locali della città del Palio e di Firenze e Arezzo che vede una raffica di indagati e pesanti accuse ipotizzate. 

Tornando alla chiusura delle Stanze, in attesa di comunicazioni ufficiali di Intesa, il sindaco Alessandro Ghinelli esprime il desiderio e l’esigenza della città che “il Caffè dei Costanti, uno dei più antichi e prestigiosi locali storici d’Italia, possa riaprire prima possibile”.