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Cena di classe lunga 55 anni. La storia dei "ragazzi" diplomati nel 1966 all'Istituto Fermi di Bibbiena

Ottavia B. Baldovinetti
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La storia di una grande amicizia che si rinnova negli anni. Quella di una classe che ha frequentato l’Istituto Enrico Fermi di Bibbiena dal 1961 al 1966 e che da allora ha deciso di non perdersi più, ritrovandosi a cena prima ogni cinque anni e adesso ogni due. Studenti che partivano ogni giorno da Arezzo, dalla Valdichiana e dal Valdarno per raggiungere Bibbiena e si aspettavano tutte le mattine alle 7 meno 10 nella stazione del capoluogo aretino per prendere insieme il piccolo treno che li portava proprio all’Istituto Enrico Fermi, all’epoca uno dei più qualificati nell’ambito dell’elettrotecnica e della meccanica. Dal conseguimento del diploma nel 1966, mai hanno mancato una delle loro riunioni. “La cena del diploma fu organizzata presso la storica Trattoria del Pescatore di Gastone, a Ponte Buriano - ricorda Licio Giovacchini, uno della classe ’66 - fu proprio in quell’occasione festosa che decidemmo di rivederci ogni 5 anni. Cosa che incredibilmente è avvenuta fino al 2006 che segna la data del quarantennale del nostro diploma”. Dal 2006 invece il gruppo di studenti decide di accorciare l'attesa tra una riunione e l’altra a 2 anni, dal momento che il tempo passava, gli anni iniziavano a farsi sentire e purtroppo qualcuno degli amici era anche venuto a mancare. “Dal 2006 quindi insieme ogni due anni per confrontare i nostri percorsi di vita e le nostre storie. Unica ad essere saltata la cena del 2020 a causa della pandemia che però non ci lasciamo sfuggire e recuperiamo infatti quest’anno, in occasione del 55° anniversario dal nostro diploma. Il 27 novembre dunque ci ritroveremo per festeggiare la ricorrenza presso il ristorante La Doccia di Castiglion Fibocchi con un menù speciale e buoni vini”. Licio Giovacchini ad ogni rimpatriata si occupa di radunare tutti coloro che abitano fuori dal Casentino supportato da Giovanni Basagni, un altro degli ex studenti, ora titolare della Miniconf di Ortignano Raggiolo, che invece gestisce chi abita in Casentino. Tra di loro una profonda amicizia, attestata dal fatto che negli anni abbiano sempre trovato il tempo e la voglia di rivedersi. “Il periodo in cui ci siamo conosciuti era un periodo duro - sottolinea Giovacchini - venivamo tutti da famiglie non benestanti e vederci era un momento di svago importante che aspettavamo con grande gioia, è così che si è creato un legame forte e duraturo”. Il 27 novembre a ritrovarsi saranno in 20. “Si sentono storie di classi che si ritrovano dopo 40/50 anni, ma spesso si fa fatica a riconoscersi - conclude Giovacchini - noi invece rinnovando sempre l’appuntamento siamo ancora in grado di divertirci come a scuola”. A tutti appartiene un portachiavi con inciso il loro motto “Il tempo passa, ma l’amicizia rimane” dalla celebre frase del De amicitia di Cicerone.