Cerca
Logo
Cerca
Edicola digitale
+

Arezzo, Mandò: "Al Pronto soccorso mancano dieci medici. In aumento i pazienti no vax"

Esplora:

Francesca Muzzi
  • a
  • a
  • a

Massimo Mandò, direttore del 118 di Arezzo è lapidario: “Mancano dieci medici alla medicina d’urgenza. In un organico che di solito ne conta venticinque”. Non si è risolta affatto la situazione al pronto soccorso e al 118 all’ospedale San Donato. In un reparto che non dorme mai, i medici sono costretti a turni di dodici ore “a saltare, a volte i riposi e anche le ferie e non so quanto possiamo durare”. La prospettiva però è quella che la soluzione non arriverà subito, ma, dice ancora il responsabile: “Ci vorranno mesi, se non addirittura anni”. E così il reparto che prima di tutti presta soccorsi e non solo dentro l’ospedale, ma anche fuori, si ritrova a dovere centellinare le forze. “Non abbiamo turn over - continua ancora Mandò - e il guaio è che non attira più fare il medico. In generale ci sono meno iscritti alla facoltà di medicina e in particolare, nessuno vuole più fare quella d’urgenza”.

Un problema che si somma anche a quello della mancanza dei medici di base che proprio in queste settimane è stato sollevato da più parti specialmente in provincia. “Siamo in una situazione al limite del paradosso. Per questo vorrei fare un appello. Non venite al pronto soccorso per qualsiasi dolore che potete anche curare a casa, oppure dal medico di base”. Anche se, a volte, sono gli stessi medici ad invitare il paziente a rivolgersi al pronto soccorso. “Chiediamo di non affollare il nostro pronto soccorso e di farlo soltanto quando la situazione lo richiede”. Perché se durante l’emergenza rossa per il Covid, la gente non andava più al pronto soccorso per paura di ritrovarsi contagiato, oggi invece è tornata ad affollare le anti camere.

“Quando da noi arriva un positivo - spiega Mandò - è la fine. Nel senso che dobbiamo seguirlo e farlo seguire da un medico che dovrà vestirsi e poi spogliarsi per evitare il contagio, una procedura che richiede tempo. Per fortuna che le persone vaccinate e che arrivano con i sintomi del Covid, perché tutti sappiamo che si può prendere anche da vaccinati, non hanno sintomi tali da richiedere ricoveri. Diciamo che sono banali, rispetto a chi non si è vaccinato”. I casi delle persone non vaccinate che si rivolgono al pronto soccorso sono infatti in aumento: “E sono tutte persone che stanno più male rispetto a chi ha ricevuto il vaccino e che richiedono maggiore tempo a noi sanitari”. Una situazione che per il momento non trova soluzione se non quella di “continuare a lavorare a spron battuto, saltare a volte i riposi e affrontare turni di dodici ore filate. Siamo sotto organico”. Tanto che mercoledì dopo la manifestazione che ha interessato tutta Italia, Mandò ha detto: “Poi siamo tornati tutti al lavoro. I malati prima di ogni cosa”.