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Arezzo, fioccano disdette per i viaggi di Natale. Le agenzie: "Sarà un dicembre difficile"

Giovanna Belardi
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Era atteso come il dicembre della ripresa, con la riapertura dei voli verso gli Stati Uniti, il ritorno della stagione sciistica dopo il blocco causato dalla pandemia e la voglia di rifare la valigia per andare in qualche posto al caldo per Natale. Ma gli ultimi bollettini sul rialzo dei contagi in Europa, le restrizioni con tamponi al rientro in Italia, stanno creando un momento di disorientamento e invece che le prenotazioni fioccano le disdette. Se continua così, a riaschio sembra esserci anche la stagione degli sport invernali, attesa da tanti.

Un quadro non incoraggiante per un settore che ha pagato un prezzo altissimo a causa delle limitazioni imposte dal Covid. Sono una sessantina le agenzie di viaggi e tour operator nella provincia di Arezzo, molte delle quali specializzate nella predisposizione di viaggi all’estero che per queste imminenti festività rischiano di non avere quella ripresa che tutti si attendevano.

“Purtroppo iniziano a fioccare le disdette a causa di questa incertezza e di queste notizie che fanno sì che la gente si rifermi un’altra volta - spiega Andrea Schincaglia, referente provinciale per Confcommercio per agenzie viaggi e tour operator -. Sarà un dicembre difficile per i viaggi europei e soprattutto extra europei. Ci sono agenzie che lavorano per far venire la gente nel nostro territorio e queste hanno creato finestre per continuare a operare, ma la maggior parte punta sull’estero. Negli ultimi due mesi si erano istituiti corridoi ma adesso è tornata la paura. Una situazione devastante. Si teme di restare bloccati da un tampone negativo fuori dall’Italia e così si rimanda il viaggio”.

Avete qualche tipo di sostegni? “Il nuovo Ministero aveva creato aspettative, in realtà non è stato fatto nulla per la nostra categoria. In Italia il turismo è percepito come in entrata e chi come noi organizza viaggi verso l’estero è considerato di serie B, qualcosa di obsoleto, visto che c’è internet. Ma noi siamo professionisti che dobbiamo conoscere regole, meteo, leggi di tutto il mondo e vederci messi da parte è un quadro sconcertante”.

C’è chi sta pensando di chiudere? “La realtà è che non c’è sopra di noi chi può darci una prospettiva. Chi non ha riserve o non ha fatto investimenti pre Covid rischia di chiudere i battenti. Molti sono riusciti a sopravvivere grazie ai sostegni del Mibact, ma anche quelli sono finiti. Nel nostro caso abbiamo fatto programmi per la ripartenza, ma per noi la normalità sarà nel 2024-2025”. La gente ripiega su viaggi in Italia, per esempio verso le mete dello sci? “Qualcosa si stava muovendo verso la montagna, purtroppo questa situazione ha peggiorato tutto. Anche zona Bolzano, i mercatini, sono un punto interrogativo. C’è anche molta confusione, tra mancati controlli e Ministero assente. Speriamo che a primavera qualcosa possa ripartire”.