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Arezzo, lince nei boschi: continuano gli avvistamenti. Ferito cane della squadra di cacciatori

Piero Rossi
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Riappare ancora la lince nel territorio di Castiglion Fiorentino. Il felino che negli ultimi decenni veniva dato per scomparso dal territorio italico, che più di recente è tornato sulle Alpi ed in alcuni tratti dell'Appennino, è stato di nuovo “scovato” nei nostri boschi, questa volta dalle parti della Montanina e prima ancora sopra Vitiano.
Suscitò grande interesse anche tra i ricercatori universitari la segnalazione della lince nella Valle del Nestore, scoperta da un gruppo di cacciatori al cinghiale. 
Venne fuori, poi, che anche tra Cantalena e Sant'Egidio c'erano stati degli incontri con il felino, tanto che anche i Carabinieri Forestali si interessarono al nostro racconto. 

 

 

 

Due mesi fa, poi, la lince riapparve in Val di Chio, avvistata da una coppia di belgi che hanno una proprietà sopra Santo Stefano. 
Domenica scorsa, e siamo all'attualità, un altro gruppo di cacciatori al cinghiale – gli Amici del Re della Macchia – hanno fatto l'incontro mozzafiato nella zona della Montanina, sotto il sentiero che dai ruderi dell'antico castello porta verso le Rolle: i cani alla ricerca degli ungulati hanno scovato l'animale, che si è dileguato verso zone più tranquille.

 

 

 

Risale a circa un mese fa, invece, un altro incontro con la lince: sono stati i cani di un'altra squadra di “cighialai” che hanno scovato il felino nei boschi sopra Vitiano: questa volta l'incontro non è stato per nulla fugace e si è rivelato più cruento, tanto che uno dei cani della squadra, che si è troppo impegnato nel disturbo al felino è stato ferito dalla lince, che lo ha “sgusciato”, dicono i cacciatori. 
Le ferite riportate, anche secondo il veterinario, non sono quelle abitualmente causate dai cinghiali ma sembrano proprio firmate dalla lince: il povero cane, potremmo dire, ha subito davvero un “linciaggio”.
Non abbiamo fotografie prese nei nostri boschi del “gattone” con i ciuffi sulle orecchie ma, intanto, abbiamo una bella “sgusciatura”, guairebbe il povero cagne ferito. 

Possiamo evidenziare, inoltre, come si allarghi la superficie dove sono avvenuti gli avvistamenti: andiamo dai confini con Cortona a quelli con Arezzo, passando per i monti che chiudono in fondo la Valle di Chio per cui, non sapendo quanto si muova l'animale, c'è chi ipotizza che di linci, nel nostro territorio, ce ne sia più di una.