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Arezzo, Del Tongo: va deserta l'asta per l'immobile e anche quella per il marchio. Nel 2022 altri tentativi

Luca Serafini
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Oblio senza fine per Del Tongo. Aste di nuovo deserte, ieri, sia per lo stabilimento nel comune di Civitella che per il glorioso marchio delle cucine. Il notaio Tuccari non ha dovuto aprire nessuna busta: di offerte neanche l’ombra. A nessuno interessa il grande stabilimento rimasto vuoto dal fallimento del 2018 né il brand che dagli anni del boom economico in avanti faceva sognare le famiglie italiane con le celebri cucine componibili. Ieri per acquistarlo bastava mettere sul piatto 100 mila euro (oneri compresi): nel pacchetto brevetti e marchi. Continueremo così a vedere la scritta Del Tongo solo sulle magliette gialle dei cicloamatori vintage e non in qualche spot per promuovere nuove linee di arredamento. L’asta verrà rilanciata con un prezzo inferiore per sollecitare qualche appetito.

E nessuno ha alzato un dito per comprare al prezzo di 6 milioni e 273.000 euro la fabbrica lungo via Aretina, a Civitella, simbolo di un grande passato industriale tramontato. Nel 2019 si era partiti con base d’asta 20 milioni. Di imprenditori aretini, toscani, nazionali o internazionali vogliosi di investire lì, non ce ne sono. Almeno a questo importo. Sarà ulteriormente ridotto dai curatori fallimentari per vedere se qualcuno fa capolino. In passato si era favoleggiato di un mobilificio toscano, poi di un ipotetico sbarco di Ikea o del possibile centro di smistamento di Butali/Euronics.

Tutto tristemente fermo. Saranno Ivg e Pbg a occuparsi dei nuovi esperimenti di vendita una volta che i tre curatori (Gian Luca Righi, Marco Baldi e Alessandro Sabatini) avranno concertato il da farsi e i prezzi. Loro obiettivo è racimolare qualcosa per i creditori. Se ne riparlerà nel 2022. Intanto in tribunale, sul versante penale, il prossimo anno approda davanti ai giudici, il fallimento di Del Tongo Industrie spa, con ipotesi di bancarotta. In corso quello sulla società collegata Arthema, che si occupava di elettrodomestici. Una storia industriale e occupazionale di rilievo, iniziata in un laboratorio nel lontano 1954 grazie a Pasquale Del Tongo e al compianto fratello Stefano, che iniziò a vacillare negli anni Duemila. Mobili low cost e guerra in Libia, con affari in fumo, segnarono la crisi e la fine.