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Arezzo, treno bloccato mezz'ora per convincere passeggero senza green pass a scendere

Giovanna Belardi
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Treno bloccato per una trentina di minuti in stazione, ad Arezzo, per convincere un passeggero senza green pass a scendere. E’ successo giovedì sera, alle 19,20, quando l’intercity 596 proveniente da Napoli e diretto a Milano ha avuto una sosta più lunga in stazione. Intorno alle 19 infatti il controllore aveva rilevato che un giovane straniero, munito di regolare biglietto, non aveva però il green pass necessario per viaggiare su questo tipo di treni. 
Così seguendo la procedura ha contattato la questura per informare che alla stazione di Arezzo un passeggero sarebbe stato fatto scendere. Arrivati in città però c’è voluto un po’ di tempo per sbrigare la vicenda, dal momento che il giovane non parlava una parola d’Italiano e sembrava non capire che non poteva proseguire il viaggio.
Alla fine i poliziotti sono riusciti a convincerlo che era giunto il momento di scendere e lui li ha seguiti. Per rendere possibile questo tipo di operazione però il treno è rimasto fermo una trentina di minuti e per qualcuno che si trovava in viaggio diretto ad altre stazioni il ritardo accumulato ha provocato la perdita delle successive coincidenze. 
Una volta in questura ad Arezzo il giovane è stato identificato: si tratta di un cittadino del Gambia sprovvisto di certificato verde. Dopo le operazioni di rito e la segnalazione per la sanzione, il giovane è stato lasciato andare.
Non è la prima volta che si verifica un problema del genere in un intercity. Non è successo spessissimo nella tratta che passa in terra d’Arezzo, ma a volte la Polfer è stata chiamata per questo motivo.
E’ capitato in particolare con passeggeri in partenza dalle grandi stazioni. Molti al controllo si giustificano segnalando come pur avendo fatto il tampone, il certificato non era stato ancora inserito nel sistema.
Situazione che spesso corrisponde a realtà, ma a volte è utilizzata anche come scusa. 
Viaggiare sull’alta velocità o sugli intercity senza pass non è consentito: se qualcuno viene scoperto è costretto a scendere e il treno a restare fermo finché il viaggiatore non è fuori. A quel punto il soggetto oltre la sanzione deve eseguire una procedura ben precisa per mettersi in regola in un tempo limitato di due giorni. 
Spiacevoli situazioni, che creano, come è successo l’altro ieri, disagi agli altri passeggeri, costretti a perdere coincidenze o a dover modificare i propri piani.