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Guerrina Piscaglia e la pista francese, i familiari: "Gratien sa e dica la verità". Altro sensitivo: "Uccisa il 1° maggio 2014"

Luca Serafini
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“Non c’è bisogno di sensitivi. Per conoscere come andarono le cose e per sapere dove si trovano i resti di Guerrina, basta che Gratien Alabi, condannato in via definitiva per omicidio e occultamento di cadavere, decida finalmente di parlare”. 
E’ questa, per bocca dell’avvocato Nicola Detti, la replica della famiglia di Guerrina Piscaglia - marito, figlio e suoceri - alla notizia che l’avvocato del prete (rinchiuso in carcere con pena a 25 anni di reclusione da scontare) andrà in Francia nel luogo indicato da una donna dotata di non meglio precisati poteri. 
Riziero Angeletti, mantenendo riservatezza su nomi e luoghi, lo ha confermato ieri a Pomeriggio 5 in diretta dal suo studio di Rieti con il programma di Barbara D’Urso: “A metà dicembre mi recherò nella cittadina indicata, per una verifica che ritengo doverosa nell’ambito del lavoro che sto svolgendo per la revisione del processo”, dice Angeletti.
La Piscaglia, sposata con Mirco Alessandrini e mamma di Lorenzo, ragazzo disabile, sparì da Cà Raffaello, nel comune di Badia Tedalda, il primo maggio 2014. Andava in canonica dal prete, Padre Graziano, del quale era invaghita. Desiderava anche un figlio di colore, rivelò poi il sacerdote congolese, prima indagato poi arrestato, quindi imputato e infine condannato. Giustizia fatta in base agli elementi raccolti dai carabinieri (celle telefoniche, messaggini boomerang, bugie) ma corpo di Guerrina mai ritrovato, dubbi striscianti e persistenti. Con Alabi irremovibile: “Sono innocente”. 
Della veggente, l’ennesima che appare in questa vicenda, si sa che è una donna della Campania. Del paese francese da lei segnalato si sa che è al confine con l’Europa Orientale. “Non sappiamo di preciso se si tratta di un convento o di una struttura di altro tipo” ha aggiunto Riziero Angeletti che tuttavia lascia intendere si tratti di un luogo frequentato da religiosi. Professionista esperto ed equilibrato, autore di libri, Riziero Angeletti sa perfettamente che il terreno dei veggenti e sensitivi è infido. Tuttavia vuol esplorare anche questa pista mentre si accinge ad acquisire testimonianze inedite dai frati che quel giorno dei misteri erano in canonica quando, secondo il processo, Guerrina sarebbe stata eliminata da padre Graziano per poi farla sparire non si sa dove. Altro tasto per tentare di arrivare a un processo di revisione è un accertamento sulle celle telefoniche, con nuovi strumenti, per confutare la tesi che padre Graziano avesse con sè il cellulare della donna, utilizzato per depistare e far credere che era viva. Un’attività che gli è costata cara.
“Ogni volta che vengono fuori notizie di questo tipo i familiari di Guerrina soffrono molto”, dice l’avvocato Detti. Alla pena di non avere una tomba sulla quale portare un fiore, si aggiunge il tormento della ferita che brucia ancor di più per l’esposizione mediatica. Un turbine di emozioni e sentimenti. Con la stessa sorpresa e perplessità la notizia della sensitiva è stata vissuta da parte delle sorelle di Guerrina a Novafeltria. 
In carcere Gratien espia la pena. La Chiesa deve suggellare la sua espulsione. Il giallo non finirà.
E in tema di sensitivi, interviene da Civitavecchia Mario Alocchi. “Se l’avvocato vuol andare in Francia vada pure”, dice al <CF1402>Corriere</CF> “ma non troverà Guerrina perchè fu uccisa il giorno stesso della scomparsa. Ad ammazzarla per soffocamento fu Gratien Alabi, unico responsabile del delitto. I miei poteri, uso la radioestesia, non mi consentono però di capire dove si trovano i resti della Piscaglia, che era diventata scomoda per il sacerdote. Posso dire però il motivo perché Alabi la uccise: lei era incinta”.