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Sussi spiega idee e strategie dell'Arezzo che affronta (14.30) la partita di Poggibonsi per cambiare marcia

Nicola Brandini
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Per Andrea Sussi, allenatore dell’Arezzo da poco meno di una settimana, è arrivato il giorno del debutto. Il suo Arezzo scende in campo oggi alle 14,30 al “Stefano Lotti” nello scontro diretto di vertice contro il Poggibonsi di mister Calderini.

“Salgo in pullman sereno, perché so che la squadra ha lavorato bene durante la settimana e sono certo che farà un grande partita”, ha detto Sussi durante la conferenza stampa della vigilia. “In questi giorni ho cercato di far capire alla squadra la mia idea di gioco, e devo ringraziare il gruppo perché ha messo in campo quella disponibilità che avevo chiesto nel mio primo discorso all’interno dello spogliatoio”.

Il riuscire ad impiantare nella testa e nelle gambe dei suoi giocatori il suo stile di gioco è un concetto che il mister ripete spesso, declinandolo in diversi modi: “Andiamo a Poggibonsi per fare bene e credo che la squadra tra due o tre settimane, quando avrà capito i meccanismi che ho in mente, riuscirà ad imporre sempre il suo gioco, perché il tasso tecnico è alto L’idea è quella di stare per la maggior parte del tempo nella metà campo avversaria”.

Nella testa di Sussi c’è un Arezzo dominante, oltre che camaleontico. Nella partita di oggi, però, dovrà far valere di più la capacità di adattamento. Soprattutto a causa di alcune assenze (Mancino, Ruggeri e Strambelli) che però “non devono essere un alibi, perché un grande gruppo che punta alla promozione deve saper sopperire anche a questo”. E poi per le condizioni atmosferiche avverse previste oggi pomeriggio a Poggibonsi.

“Abbiamo calcolato anche la variabile meteo e il terreno di gioco, ma voglio vedere una squadra determinata, con una difesa più alta, che si senta più sicura e più forte. Se hai questo atteggiamento la palla finisce sempre in avanti e mai indietro”. Un Arezzo camaleontico anche e soprattutto nelle rotazioni, dove non si dovrà percepire la differenza tra chi esce e chi entra a partita in corso.

“A me piacerebbe costruire un gruppo, anche se qui in realtà già c’è, dove non si veda la differenza tra i cambi e i titolari. Tutti devono sentirsi partecipi, e il mio compito è far parlare tutti la stella lingua, di modo che quando c’è un cambio non si noti la differenza”. Quella di cui parla Sussi è la lingua universale del calcio che i giocatori presenti nella rosa dell’Arezzo sono in grado di parlare.

“Questa squadra è stata costruita per vincere il campionato, siamo l’Arezzo: una società che non dovrebbe stare in questa categoria. Per arrivare primi servono gioco e voglia di vincere le partite. Senza determinazione non c’è tattica o blasone che reggano”. Poi su Cutolo, che “gode di ottima salute” e che con ogni probabilità tornerà titolare vista l’assenza di Strambelli. Su Foggia e Sparacello, “giocatori adatti a questo modulo perché sono bravi a venire incontro, scaricare e ripulire la palla; in questa settimana mi hanno fatto capire di aver recepito il messaggio che gli ho mandato, sanno cosa fare”.

Su Marras, “giocatore duttile, che è meglio se gioca più vicino alla porta”, e Aliperta, “un giocatore importante per il mio gioco, il metodista da lui devono passare tanti palloni da smistare da una parte e dall’altra. È un giocatore intelligente e bravo tecnicamente, quindi ci aiuterà a trovare tante soluzioni”.E infine il mister svela il modulo, il 4-3-3, “ma la formazione me la tengo per me”, ammette sorridendo.