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Trasporti, per Lfi calo di passeggeri del 25%, crollo degli abbonamenti annuali. Cosa succede dal 6 dicembre

Giovanna Belardi
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Fase delicata questa per il trasporto pubblico, alla luce delle ultime direttive in merito a green pass, green pass rafforzato e intensificazione dei controlli sui treni regionali.

Clima d’attesa nell’Aretino anche per Lfi, in particolare per la tratta Sinalunga-Pratovecchio, in vista dell’ormai imminente 6 dicembre. Viene segnalato a seguito delle conseguenze dell’emergenza virus un calo di passeggeri legato proprio al fatto che meno gente viene su Arezzo per il lavoro. Si è notato anche un calo consistente degli abbonamenti annuali a favore dei settimanali, più “sicuri” contro quarantene ed eventuali chiusure.

Cosa succederà dalla prossima settimana?

“Se ci diranno che un passeggero senza green pass non può stare a bordo ci atterremo alla legge – spiega Maurizio Seri, presidente di Lfi -. Al momento noi stiamo aspettando le circolari dell’ultimo decreto. Da quello che so, ad oggi, saranno le forze dell’ordine a fare monitoraggio a campione sui nostri treni, e valuteremo quelle che saranno le procedure. Ribadisco, chiaramente applicheremo la legge. Se nel treno verrà trovato uno senza green pass e la norma prevede che il treno si deve fermare, noi ci adatteremo alle regole. Vorrà dire che i disagi saranno provocati da chi non rispetta le regole. Spero che la gente capisca come ci si deve comportare”.

I termini si avvicinano, quando scatteranno i controlli più stretti?

“Quando avremo notizie ufficiali dal decreto, dovrebbe essere emanata una circolare. Il Prefetto convocherà il comitato provinciale per la sicurezza e l’ordine pubblico poi chiamerà le varie aziende. Già da tempo comunque è attiva una controlleria interna per verificare che tutti usino i dispositivi di sicurezza. Non in tutte le stazioni, perché in alcune non è possibile, ma nella maggior parte già da un anno e mezzo ci sono i controlli”.

Come è cambiata l’utenza in questa lunga fase di emergenza?

“Siamo ampiamente sotto i livelli pre Covid, diciamo di un buon 25%. Le caratteristiche dei passeggeri sono sempre le stesse. Studenti in larga parte e pendolari per lavoro. Il calo dei passeggeri non è dipeso da soluzioni alternative di viaggio ma dal fatto che molti ancora lavorano in smart working, ci sono attività commerciali non più attive, insomma la crisi un po’ di male l’ha fatto. C’è meno gente che viene a lavorare ad Arezzo”.

E sul fronte abbonamenti?

“La maggior parte sono settimanali e mensili piuttosto che annuali. La certezza di utilizzare completamente un abbonamento sul lungo periodo, anche se fa risparmiare, non ce l’ha nessuno. Inevitabile tra quarantene e emergenze legate alla pandemia”.