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Arezzo, sale l'allarme per i furti nei cimiteri. "Rubano fiori, vasi e anche luci"

Il cimitero di Foligno

Francesca Muzzi
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I residenti di Olmo denunciano su facebook che “al cimitero di Sant’Anastasio i furti si ripetono di frequente. Fiori, vasi, ma anche luci strappate dalle tombe” e chiedono: “Telecamere per fermare queste persone”. Ma non è l’unico cimitero ad essere preso di mira dai ladri. Il grido di allarme arriva anche dagli altri cimiteri, soprattutto in periferia. I parenti lamentano che sulle tombe spariscono fiori lasciati appena il giorno prima. Addirittura una signora ha denunciato che sono stati rubati fiori da un cuscino subito dopo un funerale. Ma che cosa si può fare contro chi non ha rispetto nemmeno per i morti? La Multiservizi che controlla i cimiteri comunali chiede di “denunciare i furti, perché solo così li possiamo fermare”. Per il resto diventa difficile riuscire ad individuare i ladri di fiori o vasi. “Quando uno va al cimitero e vede una persona magari china su una tomba a sistemare dei fiori o altro, chi pensa che sia un ladro o altro? - si chiedono alla Multiservizi - Nessuno va a chiedere se sono parenti ed è così che i ladri agiscono indisturbati”. In alcuni cimiteri ci sono i cancelli elettronici che si chiudono ad una determinata ora, “ma spesso non servono nemmeno quelli, perché i furti avvengono a qualsiasi ora del giorno e della notte. E’ un fenomeno difficilmente contrastabile - dicono ancora alla Multiservizi - L’importante è segnalare, solo così possiamo provare a fermarli”. 
E intanto le segnalazioni nei vari cimiteri di periferia proseguono. “A San Zeno hanno strappato la luce dalla tomba di mio babbo”, dice una signora. “Rubano di tutto non solo fiori, ma anche vasi e qualsiasi cosa che sia di marmo, oppure di rame”. 
E non ci sono solo i furti dentro i cimiteri, ma anche fuori, nelle auto che vengono lasciate in sosta e anche qui accade soprattutto nei cimiteri di periferia. Un mese fa una signora segnalò il furto della borsa dall’auto al cimitero di Venere-Quarata, un’altra a quello di Battifolle. E l’unica arma è la denuncia per contrastare chi non guarda in faccia nessuno. Nemmeno le tombe.