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Arezzo, nel processo Coingas Macrì vuol parlare, il sindaco Ghinelli si riserva. Le date. Le intercettazioni

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Luca Serafini
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Con soave rigore il giudice Ada Grignani respinge la richiesta di estromettere dal processo i 19 Comuni soci di Coingas dal ruolo di parte civile contro chi avrebbe favorito le consulenze da oltre mezzo milione, ritenute sperpero di denaro pubblico. E con altrettanta gentile decisione la presidente del collegio di giudici dice no allo stralcio del filone Multiservizi: quello incentrato sull’intreccio di interessi personali e di spartizioni politiche nell’ambito del centrodestra aretino, per l’assegnazione della presidenza della partecipata dei rifiuti. Sono questi i punti salienti dell’udienza del processo celebrata ieri, cui ne seguiranno altre fino a tutto aprile 2022. E non basteranno per arrivare alla sentenza, si conta prima dell’estate. 

 

 

Altro passaggio di rilievo nell’aula Miraglia della Vela, quando il procuratore Roberto Rossi, con a fianco il sostituto Chiara Pistolesi, deposita la “rilevante” delibera dell’Autorità anticorruzione che nei giorni scorsi ha tolto Francesco Macrì dalla presidenza di Estra. “Incarico inconferibile” per violazione della legge Severino, scrive Anac in un atto non completamente cristallino che sarà impugnato al Tar dal diretto interessato e con tutta probabilità, da Comune di Arezzo, Coingas ed Estra: ovvero l’intera filiera istituzionale della nomina - settembre 2016 - dell’esponente di Fratelli d’Italia.
Uno dei capitoli, quello Estra/Macrì, su cui si sviluppa (ipotesi “abuso d’ufficio”) il procedimento penale che sta lentamente decollando. Vicenda Coingas/Estra/Multiservizi, ha detto in aula il pm Rossi, unitaria fin dall’inizio delle indagini. Tenuta insieme come collante da un elemento di prova forte, da sottoporre a verifica nel dibattimento, le dichiarazioni autoaccusatorie di Sergio Staderini (condannato a due anni con rito abbreviato su tutti e tre i filoni) e i suoi audio registrati di nascosto trovati nel pc.
Quindi avanti senza stralciare Multiservizi, come invece chiedeva l’avvocato Roberto Alboni, difensore di Roberto Bardelli, accusato per traffico illecito di influenze con Luca Amendola, che di Multiservizi diventò presidente, e Lorenzo Roggi attuale presidente di Arezzo Casa. L’accusa (prescrizione a ottobre 2023) verte sulla promessa di aiuti economici di Amendola al Breda, con la benedizione dei vertici della coalizione. Fascicolo unico in nome della speditezza dei processi e del garantismo, dice il pm Rossi. Che sul sindaco Ghinelli, qui coinvolto per favoreggiamento, potrebbe anche fruire della “continuazione” dei reati, in caso di condanna. 

 

 

Ma qui si va troppo avanti, la presunzione d’innocenza è sacra anzi di più. Ancora il dibattimento non è realmente cominciato. 
Definita comunque la questione preliminare delle parti civili: i municipi soci di Coingas abilitati in tutto e per tutto. Siedono alla Vela come parti civili contro gli imputati di peculato e cioè l’avvocato Pier Ettore Olivetti Rason e il commercialista Marco Cocci, accusati per le consulenze ritenute inutili, senza selezione pubblica, troppo onerose, e pure contro Macrì, indicato come propiziatore degli incarichi a Rason. Ma il tribunale ieri ha ammesso i 19 comuni (alcuni anche di centrodestra) pure per un eventuale danno legato al favoreggiamento. In astratto non si può escludere, dicono i giudici, che dalle condotte di chi favorì le consulenze, ci sia stato un aggravamento della conseguenza negativa patrimoniale. Chi doveva curare la buona amministrazione, con condotte elusive potrebbe aver appesantito il danno. Premesso che le accuse sono tutte da dimostrare, i difensori del sindaco Ghinelli, dell’assessore Merelli, del presidente di Coingas Scortecci, della contabile Cacioli e dell’avvocato del comune Pasquini, promettono battaglia, per voce dell’avvocato Corrado Brilli, al momento opportuno.

 

 

 

TEMPI E CALENDARIO

Farà caldo quando si arriverà alla conclusione del maxi processo. In tutti i sensi. Il primo perché saremo in là con il calendario: fine primavera, inizio estate. Salvo imprevisti. Gli avvocati ieri sono usciti dalla Vela con l’agenda piena di date. La prima, il 14 dicembre, è solo interlocutoria per consegnare i cd all’incaricata che trascriverà le intercettazioni bollenti. Poi il dibattimento vero e proprio comincia il 22 febbraio con i testimoni della procura, una quarantina. In primis gli investigatori della Digos che rivoltarono come un calzino Coingas, sonnacchiosa spa vuota di contenuti, ricca di dividendi, che si diceva fosse diventata bancomat dei politici per veicolare incarichi ai professionisti amici. Saltarono fuori Olivetti Rason e Cocci, che respingono fermamente l’accusa: abbiamo svolto lavori veri e seri, pagati congruamente. Si vedrà. Parleranno come testimoni i revisori dei conti di Coingas che posero l’altolà al bilancio con quelle voci in uscita anomale. E poi, dopo l’accusa, le decine di testimoni delle difese con consulenti e altre voce tra cui perfino nomi altisonanti come Ignazio Larussa o l’ex sindaco di Arezzo, Giuseppe Fanfani, per parlarci di come in una alleanza politica, di qualsiasi colore, si devono rispettare certe regole nell’assegnazione degli incarichi. Sfileranno parlamentari noti, come Tiziana Nisini, Giovanni Donzelli, Stefano Mugnai e Maurizio Felice D’Ettore. Ci vorrà tempo insomma per capire se tra tanto fumo c’è arrosto per le condanne o no. Queste le date: 22 febbraio, 1, 15, 22 e 29 marzo; 5, 19 e 26 aprile. Poi si vedrà. Tanti martedì messi in fila uno dopo l’altro un po’ seguendo il modello processo Banca Etruria. Con possibili intoppi, si sa. Obiettivo del tribunale: sentenza prima della pausa estiva. Il procuratore Roberto Rossi, affiancato dal sostituto Chiara Pistolesi, terminerebbe il suo incarico aretino dopo l’estate. Ma può recuperare i dieci mesi di stop ingiusto che gli venne imposto dal Csm.

 

 

 

MACRI' VUOL PARLARE, GHINELLI SI RISERVA

Francesco Macrì chiede di essere sottoposto all’esame dell’imputato. Il sindaco Alessandro Ghinelli invece si riserva e deciderà più avanti. Nessuno dei due ieri era presente in aula (c’erano solo Franco Scortecci e Mara Cacioli) ma attraverso gli avvocati hanno espresso come tutti gli altri imputati il loro intendimento, favorevole o no, rispetto all’interrogatorio in aula. Una dichiarazione d’intenti che non è vincolante: si tratta di un diritto della persona che può essere calibrato senza vincolo. E la decisione può cambiare da qui alla fine del processo. Il pm Roberto Rossi da parte sua ha chiesto l’esame di tutti quanti gli imputati. 
Nella fase introduttiva al dibattimento, il pm ha poi chiesto la trascrizione di tutte le telefonate intercettate nel 2019 dalla Digos. Materiale scottante, sicuramente suggestivo, si vedrà se determinante per concretizzare i reati. Il tribunale ha affidato l’incarico a Lucia Corrini, di Livorno, residente ad Arcidosso, che il 14 dicembre riceverà i cd contenenti il materiale captato dagli investigatori. Avrà 60 giorni di tempo per restituire le trascrizioni, prima quindi dell’udienza del 22 febbraio, quando si comincerà a fare sul serio con l’audizione dei testimoni dell’accusa. 

 

 

L’avvocato Schiavotti, per l’imputata Cacioli, si è riservato per il 14 dicembre, di chiedere la trascrizione di ulteriori intercettazioni utili alla difesa e non comprese nella lista della procura. 
Il florilegio di frasi catturate dalla Digos portò in evidenza, in particolare, la conversazione tra il sindaco Ghinelli e l’assessore Merelli, nella quale il primo cittadino spingeva perché i revisori dei conti di Coingas smettessero di opporre resistenze sul bilancio della partecipata a causa delle consulenze anomale a Olivetti Rason e Cocci. Qui si fonda l’ipotesi di favoreggiamento. In consiglio comunale Ghinelli disse che suo interesse era solo che il bilancio venisse approvato per non perdere i dividendi di Estra, veicolati da Coingas, preziosi per la città. Frasi suggestive intercettate, poi, sono quelle in cui la contabile Cacioli parla di “aria fritta” rispetto alle consulenze dello studio legale fiorentino, o quelle in cui Staderini scalpita e, in rotta con tutti, avverte che potrebbe far cadere la giunta. Giunta mai caduta, ma sindaco e assessore a giudizio. Possibili problemi per il primo cittadino in caso di condanna con eventuale sospensione.