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L'Arezzo ritrova la vittoria, ma non i tifosi. Mercoledì 8 dicembre di nuovo in campo

Nicola Brandini
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Contro la Pro Livorno al Comunale l’Arezzo ritrova la vittoria che mancava da più di un mese. Due lampi di altrettanti due nuovi arrivi in casa amaranto, Calderini e Pizzutelli, rimontano una Pro Livorno che era riuscita a passare in vantaggio dopo appena 6 minuti grazie ad un calcio di rigore procurato e realizzato da Camarlinghi. L’unica nota positiva, però, restano solo i tre punti conquistati, che consentono alla squadra di Sussi di rimanere in qualche modo aggrappata al treno della vetta della classifica. Per il resto è una vittoria dal sapore agrodolce, soprattutto per la rottura apparentemente insanabile che si è manifestata durante la partita tra la società e la tifoseria. Più che per le giocate o le occasioni da rete - pochissime sia da una parte che dall’altra - la partita contro la Pro Livorno sarà ricordata soprattutto per la contestazione della curva “Minghelli”. Dal primo minuto fino al 94esimo, infatti, la tifoseria è rimasta perlopiù in silenzio in segno di protesta nei confronti di società e squadra, esponendo ogni dieci minuti uno striscione diverso. Da “società incompetente, squadra imbarazzante”, apparso dopo pochi minuti dal fischio d’inizio, fino a “rispetto per la maglia, rispetto per la città o lo stadio lo chiudiamo noi” arrivato nei minuti di recupero finali. In mezzo a tutto questo una partita che l’Arezzo è riuscito a vincere con la forza dei nervi, rimontando nel secondo tempo una Pro Livorno che non aveva sfigurato durante i primi 45 minuti di gara. E infatti gli ospiti partono forte, tanto che dopo appena 5 minuti si ritrovano dal dischetto: Biondi atterra Camarlinghi in area e lo stesso numero 10 labronico non sbaglia dagli undici metri. Nel primo tempo l’Arezzo può recriminare, seppur timidamente, su un paio di contatti dubbi in area, prima su Foggia al 13’ e poi su Calderini al 24’. Per il resto, al di là di un paio di conclusioni fuori misura da parte di Strambelli, nei primi 45 minuti di gioco la manovra offensiva amaranto non ha mai impensierito la difesa ospite. Addirittura è la Pro Livorno a sfiorare il raddoppio, in mischia, poco prima di rientrare negli spogliatoi accompagnati dai fischi del pubblico. Nella ripresa l’Arezzo si scuote un po’ e alla prima vera occasione, al 54’, segna il gol del pareggio con Calderini. Da quel momento la squadra di Sussi rompe il ghiaccio, supera la paura che la attanagliava fino a quel momento e dopo appena 10 minuti, siamo al 64’, sigla il raddoppio con un gran tiro da fuori di Pizzutelli che gela Blundo e fa esultare il Comunale. Passata la paura, da quel momento in poi l’Arezzo riesce a gestire partita e risultato fino al 94’ quando, dopo l’ennesimo striscione esposto dai tifosi, l’arbitro fischia la fine. L’Arezzo si tiene stretti i tre punti, e solo quelli. Perché il gioco latita e la rottura con la tifoseria sembra davvero insanabile. Mercoledì 8 dicembre di nuovo in campo. A Scandicci.