Cerca
Logo
Cerca
Edicola digitale
+

Arezzo, giovane paziente; "Palpeggiata da infermiere durante prelievo". Il dubbio di altri casi. Asl e Ordine: indagini e provvedimenti

Luca Serafini
  • a
  • a
  • a

Giovane paziente palpeggiata nelle parti intime dall’infermiere durante il prelievo del sangue. Era sistemata sulla poltroncina, con l’ago al braccio e il sanitario l’avrebbe toccata all’inguine pronunciando frasi pesanti. Una donna aretina, 25 anni, ha riferito l’episodio all’associazione Collettivae e si riserva di denunciare l’accaduto all’autorità giudiziaria. Il fatto sarebbe avvenuto sabato scorso 4 dicembre.

La direzione generale dell’Asl ha avviato un’indagine interna “per verificare i fatti denunciati e le eventuali responsabilità del personale”. Nella nota dell’azienda si legge: “Se saranno accertate responsabilità verranno presi provvedimenti di natura disciplinare e con invio dell’esito delle indagini alla procura della repubblica”.

E’ Aurora Bui, dell’associazione Collettivae, a spiegarci il contesto della segnalazione che, se confermata, è di gravità rilevante. “Sono la presidente ma la nostra associazione è un collettivo e ognuna di noi opera alla pari delle altre”, premette Bui.

“Siamo attive da maggio, una cinquantina di iscritte, e presenti sui social per sensibilizzare su violenza di genere e pari opportunità. Questa ragazza ci ha agganciate proprio attraverso il web e ci ha esposto il caso”. Aurora Bui prosegue: “Ciò che sappiamo è che nel corso del prelievo al San Donato la ragazza sarebbe stata pesantemente molestata da un operatore del personale sanitario che lei, scossa, non è stata in grado di indicare”.

La 25enne doveva sottoporsi al prelievo del sangue e aveva l’ago infilato nel braccio. In quel momento, nel box, sarebbero stati presenti solo lei e l’infermiere, quindi nessun testimone. La donna sarebbe stata toccata all’inguine e l’operatore sanitario avrebbe pronunciato commenti e apprezzamenti sopra le righe relativi alla sfera privata e intima della donna, oltre a vere avances. In quel frangente, la donna non sarebbe riuscita a inquadrare bene l’uomo dal punto di vista dell’età e dell’aspetto. Desiderava solo allontanarsi il più velocemente possibile, spiegano all’associazione Collettivae.

La ragazza, che indossava cappellino, giubbotto sportivo e tuta, ha guadagnato in fretta la porta. All’uscita, un’amica l’ha vista sconvolta ed ha raccolto il primo sfogo. Poi è seguito il contatto con l’associazione. 
“Da quello che ci risulta” prosegue Aurora Bui “non si tratterebbe dell'unico episodio. Un’altra donna ci ha riferito di aver subito la medesima esperienza e forse da parte dello stesso uomo". E’ un’altra giovane sotto i trenta anni. E non finirebbe qui.

Il timore è che i casi simili possano essere diversi ma la vicenda è delicata e attende di essere accertata con precisione. Collettivae invita le donne che si riconoscono in questa storia a farsi avanti con l’associazione, anche in forma anonima, per ricevere aiuto e supporto. 
“Basta con l’istituzionalizzazione delle violenze, non possiamo più tollerare di sentirci violate, non sicure e non tutelate", afferma Collettivae che auspica “provvedimenti e sanzioni disciplinari” verso chi venisse riconosciuto responsabile delle molestie. Cosa rischia, al di là del penale? 

Lo spiega l’Ordine delle Professioni Infermieristiche, con il presidente Giovanni Grasso: “Qualora fosse confermata la veridicità di quanto segnalato e se l'autore del gesto fosse un infermiere iscritto all’Ordine, applicheremo la legge”. Grasso prosegue: “In questi casi, il Consiglio direttivo dell’Ordine, d’ufficio o su segnalazione del Prefetto o del Procuratore della repubblica, inizia e porta a termine i procedimenti disciplinari nei confronti dei sanitari che si rendano colpevoli di abusi o mancanze nell’esercizio della professione o, comunque, colpevoli di fatti disdicevoli al decoro professionale”. E le sanzioni disciplinari che possono essere comminate sono: “la sospensione dall’esercizio della professione da uno a sei mesi e la radiazione dall’Albo”.