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Arezzo, tre anni dopo la chiusura del viadotto Puleto il processo per omessa manutenzione e i lavori ancora al palo

 Il sequestro del 16 gennaio 2019

Luca Serafini
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Viadotto Puleto, quasi tre anni dopo la chiusura per “rischio crollo” non è ancora partito il processo per omessa manutenzione ai funzionari Anas sotto accusa e gli appoggi deteriorati del ponte sulla E45 sono pressoché nelle stesse condizioni di allora. Comunque si transita, seppure in una carreggiata. Scorrono auto e camion a Pieve Santo Stefano ma scorre anche il tempo senza che l’opera viaria riceva l’atteso potente intervento alla sommità delle pile. Sono tre gli imputati chiamati a rispondere di ritardi nell’esecuzione di quel consolidamento di cui il vecchio viadotto abbisogna. Ma il giudice Isa Salerno questa settimana non ha potuto far altro che rinviare gli atti in procura dopo aver rilevato un difetto di notifica nelle carte. E’ stata l’avvocatessa Daiana Bernardini, che difende i tre imputati, a sollevare un’eccezione. Processo bloccato. E fascicolo rispedito ai pm per sanare il deficit formale. Se ne riparlerà nel 2022 e il dibattimento non si preannuncia certo come una passeggiata, tanto è denso di questioni tecniche assai controverse su cui si è dibattuto per oltre due anni tra perizie e controperizie di segno opposto. Esperti che gridavano gli al possibile collassamento del viadotto e altri che esprimevano pareri più rassicuranti. Fino al capo di imputazione formulato intorno al reato contravvenzionale di omessa manutenzione. Si dovrà tenere un ritmo non lento quando il processo finalmente inizierà, dato che a novembre 2023 scatta la prescrizione e per allora andrebbe chiuso l’intero ciclo della giustizia fino al pronunciamento definitivo. Ma non è scontato. Ai responsabili individuati dalla procura si contesta di aver perso troppo tempo prima di mettere in pista il lavoro di manutenzione del ponte tra Toscana ed Emilia Romagna. Nel 2018 sulla base di una perizia affidata dai pm agli ingegneri Canè e Turco, emersero le immagini raccapriccianti dei baggioli in via di sfaldamento, così a inizio 2019 il gip Ponticelli ordinò la chiusura per precauzione. Italia divisa in due. Periodo di grandi disagi per comunicazioni e trasporti commerciali. Poi la tribolata ripresa. Ebbene, a distanza di quasi tre anni da quel provvedimento, il viadotto ha ricevuto lavori nella fase emergenziale e un po’ anche successivamente, ma tutti a livello superficiale. Nulla a che vedere con la sostituzione di appoggi, solette e baggioli, il cuore del risanamento del ponte. Lavoro complesso e costoso che presuppone il sollevamento della sede stradale, con la chiusura del tratto. Tra ditta vincitrice della gara d’appalto e Anas il rapporto è naufragato. Rescissione del contratto e questione amministrativa in corso, intricatissima. A ieri non si sapeva se Anas dovrà ricorrere ad un nuovo appalto o se i lavori verranno affidati alla seconda impresa in graduatoria. Dalla società delle strade fanno sapere che nel 2022 si porrà mano all’intervento sul viadotto Puleto. Attualmente è tutto fermo fino al 15 aprile anche per lo stop invernale ai cantieri. Vedremo a primavera.