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Arezzo, le richieste dei bambini a Babbo Natale: "Fai i buchi sulla scatola quando porti la sorellina"

Francesca Muzzi
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“Babbo Natale vorrei...” Affidano ad una lettera scritta a mano, i loro desideri. Sono i bambini di tutte le età, grandi e piccini. Alcuni l’hanno consegnata direttamente a Babbo Natale, altri l’hanno imbucata e altri ancora hanno scritta su enormi fogli. Alla casina di Babbo Natale in Piazza Grande, fino a domenica scorsa, ultimo giorno di apertura, c’è stato un gran via vai di desideri, sogni e speranze. Grandi e piccini. Richieste alcune volte difficili da soddisfare, altre meno. Giochi. Tanti. Tiziana Burgassi del team eventi Confcommercio, è la padrona della casa di Babbo Natale, anche se per molti bambini: “Io sono la moglie di Babbo Natale”, dice. Due anni fa, uno di loro - guardandola un po’ perplesso - le disse: “Sei troppo giovane per essere la moglie di Babbo Natale”. Una valida aiutante però sì. In questi giorni ha letto e sfogliato i desideri dei bimbi aretini e non solo. Alcuni di questi l’hanno fatta sorridere, altri riflettere, altri ancora sperare davvero tanto. “Come quei due bimbi che hanno scritto - dice Tiziana - il loro desiderio più grande e cioè che la loro mamma stia meglio e che possa guarire”. Poi c’è il Covid. Ormai entrato nelle vite di ognuno di noi. Anche dei più piccoli. “In tanti chiedono che questo virus sparisca - dice ancora Tiziana - I bambini vogliono tornare a giocare con i loro amichetti. Senza mascherine, senza impedimenti”. “Mi ha colpito la letterina di un bambino che scrive: ‘quest’anno invece di portarci i doni, porta via il Covid dal mondo’”. La salute, richiesta anche dagli adulti. Perché i desideri non hanno età. I più grandi chiedono anche altro, legato sempre a ciò che ha tolto la pandemia: “Ti prego, Babbo Natale - ho letto su un’altra letterina - Fammi ritrovare il lavoro”. Ma tra tante negatività che ha portato il Covid, almeno qualcosa di positivo c’è: la riscoperta dei giochi di una volta. “La chiusura in casa, l’uso del computer per seguire le lezioni o anche solo per giocare, ha cambiato i gusti dei bambini. Sono diminuite le richieste di play station o video giochi, a vantaggio di altri come le bambole, le costruzioni, le tele per disegnare e i giochi in scatola”. Poi ci sono le richieste che strappano sorrisi: “Un bambino, per esempio ha chiesto il trattore per potere aiutare suo nonno a lavorare il campo, visto che è ormai anziano”. E poi c’è Matilde, una simpatica bambina che tra qualche giorno non sarà più figlia unica, ma avrà accanto una sorella che sta per nascere. Ed è proprio alla sorella che Matilde rivolge un appello a Babbo Natale. Dopo, ovviamente e giustamente, avere fatto la lista dei giochi per sé. Ma visto che ci siamo: “Ti prego Babbo Natale - ha scritto - Quando metti la sorellina sotto l’albero, fai i buchi nella scatola, altrimenti non può respirare”. Tranquilla Matilde, lo farà. Chissà se però può esaudire anche quest’altro desiderio: “Babbo Natale, se ti dò indietro la moglie di 50 anni, me ne daresti due da 25?”. Tentare non nuoce e buon Natale, a tutti, grandi e piccini.