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Arezzo, disdette nei ristoranti per Natale e riparte l'asporto. Vestri: "Più che paura del Covid, è prudenza"

Francesca Muzzi
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Risalgono i contagi e torna l’allarme. “Non c’è la paura, ma la gente è più prudente”. Federico Vestri, presidente dei ristoratori di Confcommercio Arezzo, guarda le prossime festività. Ma già qualcosa è cambiato rispetto alle scorse settimane. Cominciano ad arrivare disdette per pranzi e cene e chi prenota, spesso è costretto a ridurre il numero dei commensali, perché “la gente è in quarantena”, dice ancora Vestri. “Così può capitare che una cena aziendale o una scuola, da trenta persone che erano, magari oggi sono venti o addirittura dieci”. “So di colleghi che hanno avuto disdette già per il pranzo di Natale - prosegue Vestri - E’ una situazione non ancora complicata come lo era alcuni mesi fa, però da attenzionare”. Un altro indice che qualcosa sta cambiando è l’asporto. “In questi giorni è tornata a salire la richiesta del cibo da portare via. Altro segno che la normalità della quale avevamo goduto in questi mesi sta lentamente scemando”. Tutto questo in attesa di quelle che saranno le decisioni del Governo che dovrà prendere nelle prossime ore. “In questi giorni ho notato che anche ad Arezzo, la sera dopo cena, c’è meno gente”. Se gli chiediamo se è un periodo che può essere paragonato a qualcuno già vissuto, Vestri risponde: “No, perché alla fine la gente, grazie ai vaccini, ha meno paura di sedersi al ristorante rispetto a quanto avveniva prima, però abbiamo visto che il virus continua a girare e ad Arezzo c’è una risalita di casi che costringe poi tanti a restare in quarantena”. Da qui la riduzione dei posti a tavola o addirittura pranzi che vengono annullati. In attesa di quelle che saranno le misure del Governo che potrebbero prevedere anche il tampone per chi va al ristorante. “Non possiamo commentare qualcosa che ancora non c’è - sottolinea Vestri - però chiedere un tampone per andare al ristorante a chi è già vaccinato, mi sembra eccessivo. Vediamo quelle che saranno le nuove misure”. 
Intanto Arezzo, che è stata tra le città capofila in tempi non sospetti, ha deciso di non fare più la festa di Capodanno in piazza proprio per la paura - in quel momento era solo tale - di una risalita dei contagi e il sindaco Ghinelli durante la conferenza di fine anno ha richiamato alla prudenza chi si ritroverà nelle case. “Non siamo tornati ai livelli del 2020 - conclude Vestri - ma questa impennata di casi non lascia tranquilli per le prossime festività natalizie. E già lo avvertiamo”.