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Arezzo, l'infettivologo Caremani: "Cenone e pranzo con ospiti, sconsigliato essere più di otto"

Sara Polvani
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Feste in famiglia sì ma in pochi. In questi giorni di incontri e contatti per scambiarsi gli auguri tra parenti e amici, con pranzi e cene, è fondamentale la prudenza. A raccomandarla è l’infettivologo ed ex direttore di Malattie Infettive della Asl Toscana Sud Est, Marcello Caremani. Che dà alcuni consigli per un Natale sereno al riparo dal contagio nei luoghi al chiuso. 
“È indicato essere pochi in casa”, spiega il dottor Caremani, “la famiglia che convive tutta insieme non ha problemi: è essenziale che chi si ospita sia vaccinato e che non ci siano tante persone. Più le persone vengono da fuori, più si allarga il rischio di portare il virus in una casa”. Il dottor Caremani prosegue: “Il tampone è consigliato, specie per quelle persone che non convivono con la famiglia e possono avere avuto contatti con positivi. E’ davvero importante che queste feste vengano vissute con prudenza: ogni volta che arriva una persona nuova cresce in maniera esponenziale il rischio di portare il virus”. Il noto medico aretino continua: “Non si può pensare di tenere la mascherina in questi contesti e il distanziamento in una tavolata diventa aleatorio. L’igiene delle mani è utile ma non è sufficiente. La cosa importante è che la persona che si ha accanto sia vaccinata, meglio con tre dosi, o abbia fatto il tampone 48 ore prima. In questo momento c’è una difficoltà a reperire gli antigenici e i molecolari vanno prenotati. Sì, sarebbe logico e opportuno che la famiglia si riunisca a pranzo con persone ospiti di un altro nucleo che siano tutte ben vaccinate con tre dosi o abbiano il tampone. Il consiglio che do, ripeto, è quello di fare incontri con un numero limitato: meno persone ci sono meno rischio c’è”.
La finestra aperta per il ricircolo di aria, le portate in tavola singole evitando di attingere in uno stesso vassoio, sono norme di buonsenso ma non decisive. Il virus che viaggia con goccioline e aerosol, è in agguato. Guardia alzata. Conclude Caremani: “Fate le feste in famiglia con un numero limitato di persone per tenere lontano il virus. Quello delle feste è uno stare insieme per ore, senza mascherina e distanziamento, non ci sono sistemi che possono proteggere se non nella dimensione della quantità di persone. Più si aumenta il numero più aumenta il rischio. Meglio stare con i familiari più stretti che abbiano avuto meno contatti ed evitare persone in quarantena: 6 sarebbe il numero giusto, sopra 8 è sconsigliato ed espone a rischi. I ristoranti con le disposizioni di sicurezza hanno funzionato bene, con controllo di green pass e tavoli da 4 distanziati. Una alternativa adeguata da valutare”.