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Arezzo, il vescovo Fontana ai no vax: "Non capisco chi va contro la scienza. Vaccinatevi"

Francesca Muzzi
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La lettera di dimissioni è già scritta. Monsignor Riccardo Fontana lo annuncia durante la conferenza stampa di fine anno dove tocca diversi argomenti. Il vescovo arriva all’appuntamento con i giornalisti subito dopo avere fatto la terza dose di vaccino. E si chiede: “Non riesco a capire perché la gente non si vaccini. E’ ancora troppo alto il numero di quelli che cercano di andare contro la scienza. La vaccinazione è un elemento necessario per combattere la pandemia. A cominciare da me. Stamani (ieri ndr) ho fatto la terza dose, perché anche noi vescovi e preti dobbiamo dare l’ esempio. Chiedo che nessuno vada dietro alle sciocchezze. Vaccinarsi è un atto di carità”. Dai vaccini agli aretini e a quello che è stato il 2021. “Ho notato un riferimento sempre maggiore alla fede. La nostra gente è tornata in chiesa più di quanto faceva prima della pandemia. Credo che sia un elemento che mi piace leggere come recupero di uno spazio interiore verso Gesù Cristo. Per quanto Arezzo possa esserci la città dei mercatini, è forte il numero della nostra gente che passa anche dalla Cattedrale e si riavvicina al Signore”. Restando dentro la città, Fontana spiega quanto in questi mesi sia stato importante il ruolo della Caritas e lo sia tuttora: “Il 37 per cento degli aretini frequenta i servizi della Caritas. Uno su tre è aretino e questo dovrebbe fare svegliare la città. La fascia più sofferente è quella tra i 40 e i 49 anni e ciò significa le giovani famiglie. E non è un bel segnale quando va in crisi la famiglia. La difficoltà incredibile che esiste in una città come questa è la mancanza di lavoro. Mi rendo conto che non è ufficio del vescovo trovare lavoro alla gente, ma io non chiuderò mai la porta a nessuno. Perché la carità più grossa è produrre lavoro”. E su questo fa un appello agli imprenditori e a chi può: “Se volete aiutare gli aretini provocate lavoro”. E proprio all’imprenditoria è dedicata la statuina del presepe che Fontana riceve da parte del presidente di Coldiretti Arezzo Lidia Castellucci, del presidente regionale e provinciale Anap di Confartigianto Angiolo Galletti, e del consigliere ecclesiastico di Coldiretti Arezzo don Roberto Mugnai. Quest’anno la statuina rappresenta un imprenditore artigiano, con il grembiule, come tradizione vuole, ma anche con il computer, per rappresentare il connubio fra passato, presente e futuro riuniti in una sola figura. “Grazie alla città - prosegue ancora il vescovo Fontana - mai la Caritas ha avuto tanta attenzione da parte della gente. Sono arrivati sostegni importanti”. Uno sguardo anche ai giovani. Il vescovo ai ragazzi che quest’anno daranno la maturità, ha consegnato il vangelo. Da qui lo spunto per una difesa verso l’università: “Pieno, larghissimo consenso alla nostra università che, ricordo, non è una fabbrica di diplomi”. Uscendo da Arezzo, Fontana guarda anche alla politica nazionale: “In quest’anno la stabilità politica ha comportato il rilancio dell’economia. Se si seguita a fare polemiche non si arriva da nessuna parte speriamo che la corsa al Quirinale sia segnata da un tono pacato che il presidente del Consiglio ha lanciato in queste ore e si guardi all’Italia e soprattutto agli italiani”. Poi, Fontana torna dentro la sua diocesi e parla del clero: “Il nostro clero è sempre più vecchio, nati in terra di diocesi ho soltanto 37 preti ancora abili, ne ho 44 invece che hanno superato gli 80 anni. Per fortuna c’è una presenza significativa dei preti che arrivano come prestito da altre chiese fuori dall’Europa. Di certo, non rubiamo ai paesi dove ci sono le missioni. Però io dico che laddove un vescovo, per esempio dell’Africa o dell’India dice ‘ho tanti preti giovani, ve ne prendete qualcuno?’. Chi sta dietro gli uffici in Vaticano cerchi di fare qualcosa. Abbiamo bisogno di aiuto. Il nostro seminario marcia a ritmi notevoli. Abbiamo 14 seminaristi, nessun altro in Toscana ha numeri così, credo che bisogna impegnarci. Per questo voglio ringraziare tutti i miei parroci. Nessuno ha lasciato il popolo durante la pandemia”. Fontana non dimentica nemmeno i medici e gli infermieri che senza sosta si danno da fare: “Un grazie al sistema sanitario che malgrado le difficoltà riesce a tenere testa”. Poi l’annuncio. “A presiedere le celebrazioni della Madonna del Conforto del 2022 sarà il cardinale Mario Grech, segretario generale del sinodo dei vescovi”. E arriviamo in fondo. In fondo al mandato di Riccardo Fontana che il 20 gennaio compirà 75 anni. Probabilmente però, Fontana resterà fino a San Donato. Forse l’annuncio del nuovo vescovo avverrà per la Madonna del Conforto e l’insediamento per San Donato, ad agosto. “Lo deciderà il Papa - risponde Fontana - Per il momento sono sicuro di avere scritto la lettera di dimissioni. Chi arriverà ad Arezzo? La città avrà un vescovo più giovane e più grintoso di me”. Ma chi potrebbe essere il nuovo vescovo di Arezzo. Tra le ipotesi che vengono sollevate in questi giorni, anche quella di un ritorno (è stato parroco ad Anghiari) nelle vesti di vescovo di don Marco Salvi, oggi vescovo ausiliare di Perugia-Città della Pieve. Per ora però restano ipotesi. Di tempo ce n’è. E prima di chiudere la conferenza, il vescovo Fontana lancia il messaggio di Natale agli aretini dando a tutti appuntamento per le messe di Natale: “Confessatevi, comunicatevi e fate pace con chi avete litigato”.