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Arezzo, lavoratori assistono anziani in rsa ma non vengono pagati. Grido dei sindacati: verso tavolo di crisi

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Senza stipendio i lavoratori della cooperativa Residenze Il Corso. A denunciare la delicata situazione sono Alessandra Ricciarini (Fp Cgil Arezzo) e Maurizio Milanesi (Fp Cisl Arezzo) con una nota congiunta. La situazione è agganciata al caso delle cooperative del consorzio Reses, ex Agorà, finito mesi fa al centro di una inchiesta della magistratura.

"Le vicende che hanno coinvolto in prima persona il personale che fa parte del consorzio Reses, ex Agorà, sono drammatiche", scrivono i sindacalisti. "Ancora una volta a pagare le conseguenze dei pagamenti in ritardo degli stipendi sono sempre loro: i lavoratori che svolgono una funzione indispensabile per la nostra comunità perché assistono e garantiscono un servizio pubblico prendendosi cura dei nostri anziani più fragili. Anziani che trovano dentro le rsa e le comunità familiari il loro luogo di vita".

"Le lavoratrici e i lavoratori anche quest'anno non hanno ricevuto a dicembre la mensilità di novembre e la tredicesima": questo il punto al centro della dichiarazione pubblica delle sigle sindacali.

"Preme ricordare che, a seguito dell'indagine che ha coinvolto il consorzio Reses  e le cooperative che ne fanno parte, ci sono stati dei cambi parziali nella gestione, ma ancora ad oggi non si è garantito né il diritto alla retribuzione per gli operatori né la qualità del servizio e la condivisione degli obiettivi. Perché tutto questo? E’ una domanda che ci poniamo".

"I racconti del gruppo Reses e quelli della cooperativa “Residenze il Corso” sono molteplici: accordi sindacali mai sottoscritti dalle organizzazioni sindacali, mancati pagamenti dei corrispettivi da parte degli enti preposti, trattative di compravendita e molto altro ancora. Tutto ciò ha fatto sì che si creassero situazioni molto critiche e demotivanti nei confronti degli operatori".

E ancora: "Lo stipendio di agosto è stato pagato a ottobre, quello di settembre pagato per il 40% a metà novembre e la restante parte saldata a fine novembre, infine quello di ottobre a metà dicembre. Ad oggi lo stipendio di novembre e la tredicesima rimangono un punto interrogativo.

Le organizzazioni sindacali hanno già chiesto l'apertura di un tavolo di crisi in Prefettura e siamo in attesa della convocazione al fine di capire la situazione reale e le prospettive future del consorzio e delle sue associate. La situazione delinea un quadro che ci rende molto preoccupati e che mette in dubbio il futuro degli operatori e degli ospiti".

"Nel frattempo, il numero cospicuo di dimissioni da parte del personale delle varie strutture sta generando un turn over elevato creando gravi disagi di carattere organizzativo e qualitativo".

Ricciarini e Milanesi concludono: "Chiediamo a gran voce risposte in merito alla situazione sopra descritta che sta diventano gravosa e grottesca ma che malgrado tutto necessita di un sincero ringraziamento verso tutti quegli operatori socio sanitari che, con carichi di lavoro estenuanti, affrontano le loro giornate con professionalità e nel rispetto delle persone più fragili. Chi deve garantire una risposta certa a questa situazione?"