Cerca
Logo
Cerca
Edicola digitale
+

Arezzo, troppe quarantene e le aziende si devono fermare. Grido delle associazioni di categoria

Francesca Muzzi
  • a
  • a
  • a

Son quasi 6mila (ultimo report della Asl) le persone in quarantena con il rischio che la durata dell’isolamento possa mettere in ginocchio il sistema economico che proprio in queste settimane aveva cominciato a ritirare su la testa. Dalle associazioni di categoria arriva quindi il grido di allarme e la richiesta di gestire la quarantena in maniera diversa - tempi più brevi - soprattutto per coloro che hanno concluso il ciclo vaccinale. Lo chiede il presidente di Confartigianato Imprese Arezzo, Ferrer Vannetti che dal suo osservatorio, fa sapere che “la situazione è preoccupante”. “Un dato preciso su quante aziende sono state costrette a chiudere per le quarantene o per i casi di positività all’interno, non lo abbiamo - sottolinea Vannetti - ma la situazione non è bella. Tanto che alcune ditte, hanno approfittato del periodo e hanno deciso di fermarsi e sospendere per alcuni giorni la produzione”. “Certo è che così non possiamo più andare avanti - dice ancora Vannetti - Dal 7 di gennaio se non cambia il sistema delle quarantene, il paese rischia nuovamente di essere bloccato per un nonnulla. Noi come Confartigianato abbiamo fatto pressing per cercare di limitare i tempi dell’isolamento in caso di contatto con un positivo e abbiamo chiesto meno restrizioni specialmente per coloro che hanno già avuto tre dosi di vaccino”. Uno stop che arriva, tra l’altro in un momento nel quale le aziende e l’economia avevano ripreso a marciare. “In queste settimane avevamo respirato un’altra atmosfera - prosegue il numero uno di Confartigianato Arezzo - La gente aveva ripreso ad uscire, a spendere. Ora siamo di nuovo tutti bloccati, ma rispetto a quello che accadde quasi due anni fa, adesso siamo in una situazione completamente diversa”. A conferma di ciò anche le parole del comandante della polizia municipale, Aldo Poponcini: “ Si vede che la gente è in quarantena, perché c’è meno traffico di auto in città. Anche per domani sera, ultimo dell’anno, non si prevede un grande afflusso di gente per le vie del centro”. Meno gente in giro e meno acquisti. Catiuscia Fei, vice direttore di Confcommercio sottolinea: “La chiusura di questo anno, purtroppo, ha deluso le aspettative. Il mese di dicembre, in apertura, segnava numeri straordinari: prenotazioni negli alberghi, locali pieni e un flusso di turismo mai visto grazie alla Città del Natale. L’aumento dei contagi, purtroppo, ha fiaccato gli animi della gente che sta annullando viaggi e spostamenti in vista del capodanno. Questo clima, ovviamente, si riflette sui consumi: i numeri di moda e comparto alimentare non sono certo positivi: la gente ha meno voglia di festeggiare e di acquistare”. 
“Comprendiamo le misure del governo – continua Catiuscia Fei - se sono restrittive è perché la situazione è seria. Però vogliamo che vengano subito fissate le misure compensative per le imprese, che sembrano ancora le uniche a pagare i disagi della pandemia: discoteche chiuse, filiera del turismo a terra e il lavoro di centinaia di persone a rischio, anche ad Arezzo. Non si sente ancora parlare di proroga della cassa integrazione, moratoria fiscale o sospensioni di pagamenti che adesso sarebbero una bella boccata d'ossigeno per le nostre imprese”. Anche Valeria Alvisi, direttore di Confesercenti guarda con preoccupazione questa risalita di contagi e sottolinea: “Il calo di fatturato è iniziato poco prima di Natale. Adesso lo vediamo ancora di più, visto che ci stiamo avvicinando alla fine dell’anno. Alcuni ristoranti preferiscono non aprire, nei negozi c’è meno gente e anche il turismo che era ripartito, adesso ha subìto un rallentamento”. “Non possiamo però, di nuovo fermarci - continua ancora Alvisi - sarebbe poi estremamente difficile ripartire di nuovo”. E in questa fine anno, la Coldiretti fa sapere anche di numerose disdette negli agriturismi.