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Arezzo, addio alla storica insegna del Caffè Magi dopo 45 anni

Francesca Muzzi
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Una stretta al cuore. L’antica insegna Caffè Magi giace per terra lungo via Vittorio Veneto. All’alba del suo 45esimo anno se ne va in pensione dopo avere fatto compagnia agli aretini del quartiere di Saione e dell’intera città che, magari, dopo un acquisto alla vecchia Standa si fermavano per un caffè in quel bar che ha visto passare centinaia di clienti. Gente comune, vip, sportivi. La vigilia della Befana, l’insegna che sporgeva su via Veneto è stata tolta. Per fortuna non è rimasto il vuoto, ma ha fatto posto ad un’altra insegna. Una tutta nuova, come nuovo sarà il Caffè Via Veneto. “Abbiamo voluto mantenere lo stesso appeal che aveva l’insegna precedente - sottolinea Nicola Castigli, ex arbitro a capo di una società di imprenditori tra cui la compagna Eleonora Martoglio, barista da oltre 20 anni - Quindi abbiamo scelto di mettere un’insegna praticamente uguale se non nella dimensione delle lettere che saranno leggermente più piccole, ma anche di più rispetto alle altre”. L’insegna che è già visibile è stata anche collocata nello stesso punto: “Ci sembrava giusto - prosegue Castigli - conservare, almeno nella parte esterna, tutta la tradizione, la storia e quanto altro ha rappresentato il Bar Magi”.

Non solo. “Abbiamo voluto anche che le lettere, per quanto possibile, venissero conservate nelle stesse staffe”. Un cambiamento che avverrà totalmente alla fine del mese di gennaio, quando - Covid permettendo - il Caffè Via Veneto aprirà agli aretini. Lo farà assumendo sei persone, tutte di Arezzo e puntando sulle eccellenze, a partire proprio dal caffè - sotto l’insegna c’è anche la scritta Jolly Caffè - come richiama il nome. “Vogliamo valorizzare prima di tutto i prodotti del nostro territorio - sottolinea Nicola Castigli - e ci piace pensare che quest’angolo della città possa anche essere un punto di incontro e magari di appuntamenti letterari. Abbiamo tante idee e tanto entusiasmo”. E una nuova insegna che dal 2022 farà compagnia agli aretini di ieri, oggi e domani.