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Arezzo, sedici locali da ballo in ginocchio per le chiusure. Appello per ricevere sostegni economici

Stefano Lanini

Sara Polvani
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Discoteche e locali da ballo in forte crisi anche nell’Aretino. Con una lettera indirizzata al presidente del Consiglio Mario Draghi, scritta da parte del Silb-Fipe (associazione italiana imprese di intrattenimento da ballo e di spettacolo che aderisce a Fipe-Confcommercio), si vuole portare all’attenzione il problema per avere un supporto in questa crisi che mette a rischio sopravvivenza l’intero settore.

I locali da ballo e le discoteche sono di nuovo chiusi per decreto del Governo, fino al prossimo 31 gennaio. Una situazione pesante da sostenere. Sono 16 i locali interessati dalla chiusura in provincia di Arezzo, con una perdita di fatturato nel nuovo periodo di stop di circa 2,5 milioni di euro. Circa trecento gli occupati del settore. 

“Aspettiamo di sapere cosa decidono”, spiega il presidente provinciale Silb-Fipe Confcommercio Arezzo e titolare del River Piper di Castel San Niccolò, Stefano Lanini. “Da valutare la data di riapertura. Le nostre imprese stanno vivendo una situazione drammatica con l’ennesima chiusura per decreto. L’unica possibilità di superare questo tracollo è la via dei sostegni ministeriali, congrui e immediati. Per questo abbiamo deciso di scrivere a livello nazionale una lettera al presidente del Consiglio Mario Draghi e ai ministri competenti affinché ascoltino le nostre istanze e si facciano carico della sopravvivenza del nostro comparto”. 

I vertici del Silb-Fipe si sono riuniti lo scorso 5 gennaio a Bologna e nell’occasione è stato tracciato il bilancio della situazione che stanno vivendo le imprese che rappresentano.

“Con le imprese già provate dalle conseguenze di questi due anni di chiusure e restrizioni” prosegue Lanini, “e con il nuovo stop imposto per le festività natalizie e di Capodanno, mandando in fumo il 20-25% del nostro fatturato annuo, l’unica possibilità di superare questo tracollo, ripetiamo, è la via dei sostegni ministeriali, congrui e immediati. Non possiamo più aspettare, né possiamo accontentarci delle briciole come purtroppo già accaduto nel recentissimo passato, con decreti che promettevano ristori di 25 mila euro a impresa e bonifici reali pari ad un terzo”.

“Siamo stanchi e delusi, ma anche consapevoli che alcuni politici e ministri hanno a cuore la nostra situazione. Questo è dunque il momento”, conclude Stefano Lanini, “di dare gambe ai pensieri e di mettere in pratica le parole di solidarietà e vicinanza al settore. Contiamo molto sull’interesse del premier Draghi e dei ministri competenti. Confidiamo nella loro sensibilità per uscire da una crisi di cui non abbiamo colpe che sta portando le imprese sull’orlo del fallimento”.