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Arezzo, no vax inondano di minacce pagina Fb della vice sindaco Lucia Tanti. "Vado avanti, siano puniti e con i soldi aiuti all'ospedale"

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No vax contro Lucia Tanti, vice sindaco di Arezzo. Non si ferma l'ondata di attacchi intimidatori, offensivi e perfino minacciosi. Dopo il volantino lasciato vicino a casa sabato e gli altri disseminati in città, la notte tra sabato e domenica ha registrato una serie di messaggi pesanti all'indirizzo di Lucia Tanti sulla sua pagina Facebook.

"Mi batterò perché la loro punizione sia esemplare: un cospicuo assegno al nostro ospedale San Donato e nottate di presidio a sostegno dei nostri volontari".

In poche ore la pagina sociale della vice sindaco ha registrato quasi un migliaio di messaggi offensivi e minatori. Nazista, collaborazionista, criminale, fino alla non tanto celata volontà di farne il bersaglio di una nuova "lotta partigiana", questi i toni dei post tutti direttamente indirizzati alla sua persona.

Dal canto suo la Vicesindaco non fa una piega. "Lascio i messaggi ben visibili nella pagina Facebook perché tutti possano vedere il livello e misurare la totale irragionevolezza e stupidità delle argomentazioni di questi no vax. Vado avanti stando dalla parte della scienza, dei nostri medici, del nostro personale sanitario, dei nostri ricercatori. Ringrazio tutti coloro che mi hanno espresso solidarietà da destra a sinistra a dimostrazione che la Città è unita a fianco della ragione e del buon senso. Per me essere un simbolo pro vax è un orgoglio, essere un bersaglio no vax è una soddisfazione. Si possono avere idee diverse, ma chi usa toni e linguaggi così è fuori dal mondo. Avanti senza paura, il nemico è il covid e chi non lo combatte di fatto lo aiuta".

È certo però che il livello di aggressione e di scontro è ormai altissimo, entro un paio di giorni la vicece sindaco procederà con le denunce "non tanto per me, ma perché chi usa questi metodi con me li usa anche con altri, per questo vanno fermati e puniti. Non chiederò nulla per me, ma un sostanzioso assegno a favore del nostro ospedale San Donato e nottate di presidio a sostegno dei nostri volontari delle pubbliche assistenze: questa è la "pena" che si meritano e che farò in modo, con tutta la forza che ho, che gli sia inflitta".