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Arezzo, assolto l'automobilista del frontale costato la vita a Helenia. "Colpo di sonno patologico, non ha responsabilità"

Helenia Rapini

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Assolto l'uomo che alla guida di un'auto invase la corsia opposta e si scontrò con la macchina sulla quale viaggiava Helenia Rapini, 29 anni, che rimase uccisa sul colpo. "Il fatto non costituisce reato", ha sentenziato il giudice Gulia Soldini. Marco C., quarantenne aretino, era accusato di omicidio stradale. Anche il pm Julia Maggiore ha chiesto l'assoluzione. Amareggiato, fuori dal tribunale, il babbo della ragazza.

Il processo per l'incidente avvenuto nel novembre 2019 sulla via di Ristradelle si è deciso sulla base delle perizie prodotte dalla difesa dell'imputato, con gli avvocati David Scarabicchi e Giulia Brogi. La difesa ha puntato sulla sindrome Osas, diagnosticata dopo l'incidente all'uomo, responsabile del colpo di sonno patologico. Marco C. sarebbe stato colto da malore, perse il controllo della macchina per cause indipendenti dalla condotta di guida.

Una perizia disposta dal giudice ha confermato questa impostazione, duramente contestata dal legale del babbo di Helenia, l'avvocato Francesco Valli, che ha prodotto una contro perizia che sosteneva come probabile causa del colpo di sonno l'assunzione di sonniferi. Ma queste carte sono sono entrate nel processo in quanto i familiari, risarciti dopo il sinistro, non erano parte civile.

E' il primo caso in Italia di assoluzione legata alla Sindrome delle apnee ostruttive del sonno, disturbo di cui soffrirebbero molti senza accorgersene.

Lu.Se.