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Arezzo, troppi pedoni investiti. Poponcini: "La gente al volante è distratta"

Francesca Muzzi
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Quattro investimenti di pedoni. Uno mortale, venerdì scorso in via Fiorentina. Un numero particolarmente elevato dall’inizio dell’anno. La preoccupante catena è iniziata mercoledì 5 gennaio, ed è poi proseguita venerdì 7, sabato 8 e martedì 11. “Numeri troppo alti”, commenta subito il comandante della Municipale, Aldo Poponcini. Praticamente un investimento di pedone al giorno. Ma perché? “Perché purtroppo c’è molta distrazione - dice - Specialmente dopo il Covid, o per meglio dire dopo il lungo periodo di lockdown, la gente sembra che non sappia più guidare. E questo provoca gli incidenti. Invece, come sempre, occorre stare molto attenti alla guida”. Il 5 gennaio all’incrocio tra via Mochi e via Setteponti, un’auto ha investito una donna di 71 anni. Venerdì l’incidente più grave in via Fiorentina. L’uomo investito mentre stava attraversando la strada, ha perso la vita. Sabato un altro investimento in via Isonzo. Ferito un anziano di 85 anni. E infine martedì a Olmo, investito un bambino, con il conducente del furgone che prima è scappato e poi si è costituito. Tutti sinistri in pieno giorno, spesso verso l’ora di pranzo o subito dopo. 
“Purtroppo viviamo una situazione - sottolinea ancora il comandante Poponcini - dove la gente è molto nervosa. Il periodo di lockdown, ha provocato molto nervosismo che in questi casi si ripercuote anche nella guida. Invece, ripeto, occorre attenzione e non distrazione”. Tra le cause della distrazione degli automobilisti ai primi posti c’è il telefono cellulare. Tra chi parla senza cuffie o manda messaggi, poi è difficile stare attenti se davanti si palesa un ostacolo. Quindi quando uno è alla guida, sempre meglio tenere il cellulare fuori dalla portata. Inoltre, e di nuovo qua c’entra ancora il Covid, “la gente sta vivendo male l’isolamento o le quarantene - specifica ancora Poponcini - vengono vissute come una mancanza di libertà ed è per questo che poi quando tornano sulla strada, riprendono le proprie auto, è come se d’un tratto si riappropriassero di quella libertà tolta dal virus”. C’è invece bisogno di assoluta tranquillità quando uno si mette in auto. “Tutti e quattro gli incidenti che abbiamo rilevato, purtroppo per una distrazione del conducente. Ce n’è tanta di negligenza, ma questo significa mettere a repentaglio la vita delle persone e dei pedoni”. Massima attenzione, quando si percorrono centri abitati. E il telefono è meglio sempre lasciarlo da una parte.