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Arezzo, avvocato senza green pass e il personale addetto ai controlli non lo fa entrare in tribunale

Luca Serafini
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“Non ha il green pass? Allora lei non può entrare”. Avvocato sprovvisto del certificato verde, respinto all’ingresso del palazzo di giustizia. E’ successo ieri mattina ad Arezzo dove un legale del foro di Siena che doveva partecipare ad un’udienza non è potuto entrare. All’ingresso il personale del Corpo Vigili Giurati ha iniziato in questi giorni i controlli sul possesso della carta verde dopo che le recenti disposizioni la rendono obbligatoria anche per gli avvocati che devono accedere ai palazzi di giustizia. Lo stop imposto ieri all’avvocato all’ingresso dell’ex Garbasso è stato accompagnato da qualche momento di tensione, con l’intervento del carabiniere di servizio. Ed è stato pure chiamato il presidente dell’Ordine degli avvocati, l’avvocato Roberto De Fraja, per confrontarsi con il collega e chiarire la situazione. Pare che il legale senese non fosse a conoscenza dell’obbligo scattato con l’ultimo decreto Covid (decreto Befana) in vigore dall'8 gennaio. L’applicazione della regola è stata rigorosa, senza eccezioni. Nei tribunali solo le parti del processo e i testimoni possono accedere senza green pass mentre per gli avvocati c’è l’obbligo. La novità è stata accompagnata da incertezze e critiche ma l’applicazione della misura va fatta rispettare. [TORNA SU]La certificazione verde - questa è la nuova regola - ora serve non solo per i magistrati e gli impiegati dell'amministrazione nei palazzi di giustizia, come cancellieri o amministrativi, ma anche per avvocati e consulenti delle parti. Altro motivo di polemica a livello nazionale è il fatto che per l’avvocato sprovvisto di green pass non vale il legittimo impedimento: ciò vuol dire che il processo non può essere interrotto ma si va avanti con un sostituto d’ufficio. La misura viene da alcune parti definitiva discriminatoria. Intanto a palazzo di giustizia, una vera cittadella con con centinaia di persone che la frequentano, si osservano tutte le regole anti contagio introdotte ormai da tempo. E a fine gennaio potrebbe essere celebrata per la prima volta una Corte d’Assise con l’imputato di omicidio collegato da remoto. Il processo è quello all’uomo che uccise la figlioletta e ferì il figlio a Levane durante il lockdown. Si trova in una Rems di Empoli (incapace di intendere e volere al momento del fatto) e per le disposizioni vigenti si eviterebbe il trasferimento ad Arezzo con il collegamento su Microsoft Teams.