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Arezzo, occhi aperti nel distretto orafo dopo l'assalto fallito a Oro Catene con gas, chiodi e lampioni ko

Marco Antonucci
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L’assalto all’azienda orafa è stato sventato grazie al sistema d’allarme e al pronto intervento di vigilantes e poliziotti. Una fuga precipitosa, senza bottino, per il commando che, nel cuore della notte di venerdì, ha preso di mira la Oro Catene in via Francesco Baracca ad Arezzo.

I malviventi hanno buttato dei chiodi lungo la strada per “coprirsi” la via di fuga e messo ko i lampioni nella zona per poter agire indisturbati. Quando gli agenti di pattuglia sono entrati nell’azienda, è stato subito evidente quale fosse l’obiettivo dei malviventi: la cassaforte.

C’erano ancora le bombolette di gas acetilene utilizzate per far esplodere il forziere, la stessa tecnica che viene usata per far saltare in aria i bancomat. La banda era riuscita a riempire di gas la cassaforte al punto che si è poi reso necessario l’intervento delle squadre dei vigili del fuoco per riaprirla in tutta sicurezza.

L’oro conservato all’interno si è “salvato”, mentre resta da definire se i ladri in fuga sono riusciti ad arraffare qualcosa all’interno dell’azienda. La ricostruzione riporta alle 3 del mattino di venerdì. Scatta l’allarme della Oro Catene, realtà orafa che si trova a due passi dall’aeroporto di Molin Bianco.

Una guardia giurata mobilita subito la Questura e in via Baracca vengono fatte convergere le pattuglie. La notte viene illuminata dai lampeggianti, ma i ladri sono riusciti a scappare. C’è un furgone - sicuramente rubato, gli accertamenti sono in corso - abbandonato sulla strada.

I malviventi, più d’uno, si sono dileguati nella notte con qualche altro mezzo. Stando a quanto verrà poi ricostruito, la banda è entrata nei locali dopo aver forzato una finestra. L’obiettivo era la cassaforte, come testimonia la presenza dell’acetilene. 

In via Baracca arrivano i vigili del fuoco e gli artificieri della Polizia: la cassaforte deve essere infatti svuotata dal gas che doveva servire per farla esplodere. Un lavoro delicato e complesso, protrattosi per alcune ore durante la mattinata mentre in parallelo sono proseguiti i sopralluoghi degli investigatori della Squadra Mobile e gli accertamenti dei colleghi della Polizia scientifica.

Adesso si guarda agli impianti di videosorveglianza, non solo a quelli presenti in via Baracca, ma un po’ in tutta la zona di Molin Bianco e della vicina via Calamandrei. Filmati dai quali gli inquirenti sperano di ricavare elementi utili allo sviluppo delle indagini, per risalire a quel commando che ha cercato di portarsi via il metallo prezioso conservato nella cassaforte della Oro Catene. Nel distretto orafo aretino che in passato ha vissuto stagioni difficili, nel mirino dei ladri, l'attacco in via Baracca a inizio 2022 consiglia massima attenzione e guardia sempre alta.