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Arezzo, Covid: piscina comunale no green pass chiusa dal sindaco. I nuovi casi: vescovo contagiato. Posti letto, cosa cambia

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Alla fine l’ordinanza è arrivata e la piscina comunale è stata chiusa. L’ha firmata il sindaco Alessandro Ghinelli. Un provvedimento che era nelll’aria: lo stesso primo cittadino aveva infatti annunciato di aver chiesto alla Asl di certificare il rischio che si corre entrando in piscina senza verifica del green pass.

E il parere della Asl è arrivato: “A distanza di appena 24 ore dalla risposta dell’Asl Sud Est, che ha certificato la sussistenza di “aumentato rischio di contagio” nell’esercizio della piscina comunale in assenza di controllo della certificazione verde obbligatoria, non ho avuto dubbio alcuno - ha scritto ieri il sindaco in una nota - , assumendomene l’intera responsabilità, a sottoscrivere l’ordinanza di chiusura della piscina di via Gramsci fino a quando il gestore non provvederà a ripristinare le condizioni di regolarità e legalità necessarie a consentirne un uso sicuro”.

“Non è più tollerabile, in questo momento particolarmente critico per la diffusione del virus e per tutte le conseguenze che questo comporta - commenta il sindaco - pensare di mettere ulteriormente a rischio la salute di tutti”. 

Non ha avuto alcun ripensamento dunque il sindaco Alessandro Ghinelli. Immediatamente dopo la risposta dell'Asl alla sua ultima lettera con la quale aveva fatto richiesta di un parere tecnico scientifico sul rischio di diffusione del virus all'interno della piscina comunale. Quella firmata ieri dal sindaco è un'ordinanza contingibile e urgente di sospensione immediata dell'attività della piscina comunale fino al ripristino di una situazione di rispetto del quadro normativo in vigore adottato per fronteggiare l'emergenza sanitaria. 

Nell'agosto scorso, quando la piscina aveva ricominciato a prendere le iscrizioni per il nuoto, era stato proprio lo stesso titolare a dire che non avrebbe chiesto il green pass. E così è andata anche quando è entrata in vigore la certificazione rafforzata per accedere a tali impianti. Dopo le prime tre multe la vicenda era finita dal Prefetto. Adesso si pone il problema per chi si è iscritto ai corsi e che si ritrova la struttura chiusa.
A meno che i titolari non cambino idea e quindi decidano di chiedere la certificazione verde all’ingresso.

ARCIVESCOVO FONTANA CONTAGIATO

Nuovi contagi, anche l’arcivescovo di Arezzo Riccardo Fontana è risultato positivo al Covid. Ha informato delle sue condizioni una nota della Curia: “L’Arcivescovo Riccardo Fontana, a seguito di un tampone effettuato ieri mattina in maniera precauzionale, è risultato positivo al Covid-19. Pertanto, secondo le indicazioni dell’Asl e del medico di fiducia, l’Arcivescovo – le cui condizioni generali non destano la minima preoccupazione - affronta il periodo di quarantena nella propria abitazione, nel palazzo vescovile”. Le condizioni dell’arcivescovo sono buone: non ha febbre ma solo un po’ di raffreddore e qualche colpo di tosse, fanno sapere dalla Curia.

Intanto ieri sono stati effettuati in tutta la provincia di Arezzo 8.267 tamponi, di cui 1.263 risultati positivi. Il maggior numero di casi ad Arezzo, con 295, seguita da Montevarchi con 110. In carico alla Asl 7.821 persone. Sono 41 i pazienti ricoverati nella bolla Covid al San Donato, circa il 65% non vaccinato; in terapia intensiva sono 11 i posti letto occupati. Per quanto riguarda le vaccinazioni, in totale sono state eseguite 646.863 dosi, di cui 261.438 prime dosi, 244.443 seconde e 140.982 terze somministrazioni. La fascia d’età che ha avuto il maggior numero di terze dosi è quella tra i 50 e i 59 anni.

OSPEDALI: COSA CAMBIA PER I POSTI LETTO

Nuovi posti letto per i pazienti positivi al Covid asintomatici, che necessitano di cure ospedaliere per altre patologie, e ampliamento della rete di cure intermedie. E’ la rivoluzione avviata con la delibera “Modifiche organizzative temporanee nella rete ospedaliera legate all’emergenza Covid”. Con questa delibera il direttore generale dell’azienda Usl Toscana sud est, Antonio D’Urso, ha accolto la proposta di Massimo Forti, direttore della rete ospedaliera, e predisposto alcuni interventi per rispondere al nuovo quadro epidemico dettato dalla variante Omicron, con una maggiore contagiosità e la presenza di molti casi positivi asintomatici anche grazie all’elevato tasso di copertura vaccinale.

La presenza di un numero significativo di persone che sono risultate positive al momento del ricovero per patologie non Covid 19 ne ha infatti determinato fin qui il trasferimento negli ospedali di riferimento provinciali dell’Area vasta: ovvero il San Donato ad Arezzo, Misericordia a Grosseto, Santa Maria alle Scotte a Siena. Una situazione che ha determinato un sovraccarico degli ospedali hub Covid.
L’Asl ha deciso di rimodulare la propria offerta di posti anche in altri presìdi per la gestione dei pazienti risultati positivi all’accertamento diagnostico per Covid 19 e asintomatici, ma che necessitano di cure ospedaliere per patologie non correlate. 

Sono quindi attivati, in via sperimentale, percorsi specifici di degenza ordinaria a media complessità per la gestione di tali pazienti. Per quanto riguarda le strutture in provincia di Arezzo la novità riguarda La Gruccia (Valdarno) fino a 16 posti letto. In caso di presenza di sintomatologia Covid, i pazienti saranno comunque trasferiti negli hub provinciali di riferimento. È stata inoltre incrementata l’offerta di posti letto di cure intermedie nelle seguenti strutture: La Fratta fino a 24 posti letto attivabili, e Bibbiena 18 posti letto attivabili. Una rete di cure intermedie integrata da moduli territoriali a seguito di convenzioni con soggetti terzi. “L’Asl Toscana sud est ha deciso di compiere uno sforzo organizzativo e gestionale importante – afferma il direttore generale Antonio D’Urso – per ampliare il proprio contributo di fronte alle nuove sfide poste dalla pandemia e in particolare dall’elevata diffusione della variante Omicron. Oltre all’incremento di posti per le cure intermedie, tre strutture ospedaliere sono direttamente coinvolte per attivare percorsi dedicati a quei pazienti positivi al Covid ma asintomatici, che si trovano nelle strutture dell’Area vasta per sottoporsi a cure di altro tipo”. “Con queste azioni – afferma Massimo Forti, direttore della rete ospedaliera dell’Asl Toscana sud est – riusciremo a ridurre la pressione sugli hub di riferimento delle tre province, evitando il rischio di carenza di posti letto nelle aree Covid”.