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Arezzo, piscina no green pass ancora aperta: denuncia e sigilli

Francesca Muzzi
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E’ scattata la denuncia al gestore della piscina comunale, Valter Magara, che nonostante l’ordinanza del sindaco Ghinelli, ieri ha aperto l’impianto. Gli atti a questo punto verranno inviati alla Procura. Adesso l’impianto rischia i sigilli. Ieri mattina alla piscina comunale è come un giorno qualsiasi. Gente che entra, altra che esce e dentro l’impianto c’è chi nuota e chi fa fitness. Tutto funziona. Il gestore Valter Magara, resta fermo nelle sue posizioni, come del resto lo è dallo scorso settembre e dice: “Io rigetto l’ordinanza”. Sono circa le 11 di ieri mattina quando Magara esce dall’impianto. Ha in mano un volumetto di carte. Non rilascia dichiarazioni. Dice solo che “la piscina è aperta e dentro ci sono le attività” e poi invita i giornalisti a leggere la Costituzione. Entriamo nell’impianto. Alla reception una signorina ci blocca: “Per favore misuratevi la temperatura” e quasi viene da sorridere, perché non chiedono il green pass, ma la febbre va misurata. Chiediamo se possiamo nuotare e ci rispondono di sì. Dentro, in vasca media c’è un allenamento di fitness, mentre nella vasca grande, si nuota. Tutto è come sempre. Chi pensava di trovare l’impianto chiuso, si sbaglia - ricordiamo che il gestore ha ricevuto sei multe perché non chiedeva il green pass - tutto è come sempre. Qualcuno titubante c’è, nel senso che scende dall’auto, verifica se davvero la piscina è aperta e poi torna a prendere la borsa con l’occorrente per entrare. Dentro è aperto anche il bar, dove invece il green pass viene richiesto e la palestra dove anche qui, per accedere, serve il green pass. L’unico è l’impianto della piscina che è no green pass dallo scorso settembre, da quando il certificato verde è diventato obbligatorio. Il gestore, invece, si è sempre appellato al diritto di “non discriminare nessuno e di fare entrare tutti. Uomini e donne libere”, come si legge nel cartello della piscina che è appeso fuori. Da settembre fino alla scorsa settimana, il Centro Nuoto è stato multato sei volte. Ma nel pomeriggio ecco arrivare la Municipale che denuncia il titolare per non avere rispettato l’ordinanza e invia gli atti in procura. Il rischio adesso è che potrebbero essere messi i sigilli alla piscina. “Purtroppo - sottolinea il sindaco Alessandro Ghinelli - abbiamo un cittadino che ha in gestione uno spazio comunale che evidentemente non solo non si attiene alle regole ma che non si attiene nemmeno alle ordinanze e questo è molto grave. Gli verrà quindi contestato quanto prima (già fatto ieri ndr) la contravvenzione all’articolo 650 del codice penale (chiunque non osserva un provvedimento legalmente dato dall'autorità per ragione di giustizia o di sicurezza pubblica o d'ordine pubblico o d'igiene, è punito, se il fatto non costituisce un più grave reato, con l'arresto fino a tre mesi e con l'ammenda, fino a lire quattrocentomila ndr) proprio per non avere ottemperato ad una ordinanza superiore”. “Quello che dovevo fare l’ho fatto - continua il sindaco - ho avuto certezza da parte dell’azienda sanitaria locale che il non attenersi alle regole prescritte dal ministero della salute circa il controllo del green pass alla piscina è motivo inequivocabile per temere un aumento dei contagi. E questo mi è bastato per sottoscrivere un’ordinanza di chiusura della piscina che martedì sera è stata notificata al gestore. Purtroppo questa mattina (ieri ndr) mi si dice che il gestore ha aperto nuovamente ed evidentemente alcuni cittadini che non avevano avuto per tempo la notizia che la piscina doveva star chiusa ci sono anche andati e hanno fatto i loro allenamenti in vasca. Ora questo credo che possa comportare la contestazione del reato 650 del codice penale, quindi la non adesione a un’ordinanza di qualsiasi tipo, a meno che non si configuri un peggiore e più grave reato quello sulla diffusione delle epidemie. Io spero che alla fine il gestore si renda conto che sta combattendo una battaglia persa. Ha voluto fare una forzatura che temo gli costerà il sequestro della piscina, quindi l’apposizione dei sigilli, una chiusura della struttura per un tempo più lungo”.
E sicuramente anche la revoca della gestione del palazzetto del nuoto. Ma, c’è da scommettere che non è finita qui.