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Arezzo, c'è uno spiraglio per riaprire la piscina no green pass

Francesca Muzzi
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La piscina no green pass resta chiusa, ma c’è uno spiraglio per rivedere l’impianto aperto e in regola. “Finalmente l’ordinanza è rispettata”, attacca subito l’assessore allo sport Federico Scapecchi all’indomani del nuovo blitz della Municipale che ha denunciato i gestori dell’impianto sportivo, perché mercoledì, nonostante l’ordinanza del sindaco Ghinelli, avevano riaperto la struttura. Ma c’è dell’altro che fa ben sperare. In Comune si sta lavorando affinché la Chimera Nuoto possa avere la facoltà di chiedere il green pass. Spiega l’assessore Federico Scapecchi: “La società Chimera Nuoto - dice - che è un’ associazione sportiva, che fa capo al presidente Massimo Coli, ha in gestione gran parte degli spazi della piscina. Il Centro Sport Chimera è quello invece che ha in gestione gli impianti e che è gestito da Valter Magara, la persona che fin dall’inizio era preposta a chiedere il green pass”. Ora però occorre capire se la strada è percorribile. Il presidente Massimo Coli sottolinea: “Stiamo lavorando per il bene dei nostri ragazzi e permettere loro di tornare a nuotare”. Ore frenetiche dunque in Comune per cercare una soluzione affinché la Chimera possa sopperire al compito di chiedere il certificato verde all’ingresso. Se ciò si verificasse consentirebbe - condizionale d’obbligo - di riaprire l’impianto e di dare la possibilità di tornare a nuotare. “Una soluzione che personalmente avevo già prospettato da tempo”, prosegue l’assessore Scapecchi. Ieri mattina c’è stato un confronto tra le due realtà che ci sono all’interno del palazzetto del nuoto proprio per decidere il da farsi e a questo punto, come sembra, ha prevalso la linea della Chimera Nuoto. “Adesso bisognerà aspettare per capire se ci sono i margini per dare il via a questa soluzione”. 
Nel frattempo Valter Magara non molla e continua nella sua linea, anche se dal prossimo febbraio, chi non è vaccinato e ha più di 50 anni non potrà più andare al lavoro. Uno spiraglio comunque nel trovare una soluzione c’è ed è questo l’importante.
La storia della piscina comunale comincia lo scorso agosto quando alcuni sportivi segnalano che il gestore non chiede il green pass al momento dell’ingresso. Da qui il caso comincia a montare. I vigili urbani e le altre forze dell’ordine iniziano i controlli e alla fine sono sei le multe al gestore della piscina che non chiede il certificato verde. Un braccio di ferro tra Magara - c’è anche il figlio Marco che lavora in piscina come istruttore e direttore sportivo e pare che da ieri abbia dato le dimissioni - e l’amministrazione comunale. Nel frattempo il sindaco Ghinelli chiede alla Asl una relazione sul pericolo che corrono gli sportivi a frequentare una piscina dove non viene richiesto il green pass. Lunedì arriva la relazione della Asl che scrive che il rischio di contagio è elevato. Scatta l’ordinanza del sindaco Ghinelli dove viene richiesta la chiusura immediata della piscina. Ma il gestore Valter Magara non molla e mercoledì la piscina resta aperta con tutte le attività che vi si svolgono. Nel pomeriggio blitz della polizia municipale e denuncia alla procura per non avere rispettato l’ordinanza del sindaco Ghinelli. Ieri l’impianto è rimasto chiuso in cerca di una soluzione verso chi ha un solo obiettivo: andare a nuotare e basta. La soluzione pare sia stata trovata. Adesso non resta che renderla ufficiale e riaprire, con tutte le regole che sarebbero dovute esserci fin da settembre scorso, il palazzetto del nuoto.