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Arezzo, dietro al circolo di freccette c'era market della cocaina: si rifornivano anche insospettabili

Luca Serafini
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Dietro al circolo delle freccette c’era un florido commercio di droga: cocaina, hashish e marijuana. Ma a fare centro, alle fine, sono stati i carabinieri del Nucleo Investigativo del comando provinciale di Arezzo che in più riprese hanno smantellato il traffico ed arrestato le persone coinvolte. Il club di via Galvani era il magazzino dello stupefacente e il luogo delle cessioni, ma anche una casa nella quiete di Ruscello assolveva al compito. All’alba di ieri i militari dell’Arma di Arezzo assieme ai colleghi del Nucleo cinofili di Firenze e della Compagnia di Arezzo, hanno tratto in arresto due trentenni, un albanese e un rumeno, già noti alle forze dell’ordine, per concorso in detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. I due, stabilmente residenti ad Arezzo, con l’aiuto di altri tre soggetti, due italiani ed una donna straniera, secondo gli inquirenti avevano messo in piedi il mercato della droga che, secondo le stime, negli ultimi due anni ha movimentato qualcosa come 300 mila euro. A rifornirsi c’era una folta clientela fatta di gente comune ma anche di persone altolocate, liberi professionisti. Nel corso dell’operazione Squonk Lab, dal nome del centro sportivo, gli investigatori hanno ricostruito grazie a pedinamenti e osservazioni la fitta rete di relazioni illecite. Lo smercio al dettaglio ma anche di ingenti quantitativi, nella prima fase (indagini scattate a fine 2020) avveniva nell’immobile della zona industriale adibito a sede della società sportiva dilettantistica. Altro luogo di detenzione e cessione di droga era l’abitazione di Ruscello dove nell’aprile 2021 i carabinieri fecero irruzione, dopo aver notato un continuo viavai di acquirenti, arrestarono un italiano e trovarono 25 grammi di cocaina e 40 di marijuana, oltre a bilancini di precisione e materiale per il confezionamento.
Con pazienza i carabinieri hanno ricostruito e documentato una settantina di cessioni avvenute tra la metà del 2020 ed i primi mesi 2021, anche in violazione delle restrizioni Covid, per un totale di 3 chilogrammi di cocaina e centinaia e centinaia di grammi tra hashish e marijuana. La disponibilità del gruppo era sicuramente più elevata: tutto stupefacente proveniente da fuori città e destinato ai consumatori aretini. L’inchiesta coordinata dal pm Julia Maggiore è sfociata nelle due misure cautelari eseguite ieri: una in un appartamento di Arezzo, mentre l’altro soggetto è stato raggiunto dal provvedimento in carcere dove era ristretto per altri reati. Entrambi, come si legge nell’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Giudice delle indagini preliminari su richiesta della procura, sono gravemente indiziati di una serie di reati in materia di stupefacenti, nei prossimi giorni daranno la loro versione sui fatti ai magistrati, così come le altre tre persone coinvolte.
Nel frattempo lo stabilimento sportivo e per il tempo libero dove si praticavano freccette e altri giochi, utilizzata come snodo dei traffici illeciti, ha cambiato volto e adesso la struttura di via Galvani ospita la chiesa evangelica.